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IL CASO/ La nuova moda che offende il crocifisso

Il Crocifisso usato da Alessandro CantarelliIl Crocifisso usato da Alessandro Cantarelli

Abbiamo visto tanti Crocifissi, e tante Madonne vestite, soprattutto nel nostro Meridione, per celebrare le feste, per le processioni solenni. Con snobismo abbiamo forse sorriso, toccati dal’effetto kitsch. Ma si tratta di trine, velluti ricamati dalle nostre nonne, snocciolando rosari; sono vesti tramandate per generazioni, conservate con cura, addobbi preziosi per onorare, attraverso le statue, i volti cari del Figlio, della Madre, dei Santi.

 

Che faranno gli intellettuali progressisti fiorentini, i notabili riformisti che guidano la città, invocheranno la libertà dell’artista? E i tanto decantati diritti che l’Occidente ha insegnato al mondo, in primis il rispetto e la libertà per la religione? Provino in una prossima collezione a evocare l’Islam, rischino un’accusa di blasfemia, ci vuol più coraggio.

 

Davvero, cara Fallaci, ci manchi. Tu che credente non eri, ti sentivi figlia di 2000 anni di storia, di arte, di scienza, orgogliosa e rabbiosa a un tempo, per troppi cristiani tiepidi, per un Occidente che, perdute le sue radici, si consegna al nulla.

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