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LETTERA/ Se lo Stato non c'è, cosa c'è di sbagliato nel "colpo" di un tabaccaio?

Dopo otto anni Giovanni Petrali viene assolto in appello, per legittima difesa putativa: il caso, afferma MONICA MONDO, mette in luce carenze nel sistema giudiziario e nella sicurezza

Giovanni Petrali (Foto Ansa)Giovanni Petrali (Foto Ansa)

Caro direttore,
            Giovanni Petrali, quel giorno del 2003, ha avuto paura. Faceva il tabaccaio, non il body guard, non era attrezzato, né per età, né per fisico, a diventare rambo. Ti entrano due nel negozio, con la pistola, terrore, il guadagno  di una giornata rubato, un’improvvisa fuga. Lui la pistola l’aveva, e l’ha usata. Come la usa chi non è capace, chi non l’ha mai usata: uccidendo, senza volerlo, uno dei malviventi, ferendone gravemente un altro a un polmone.
Omicidio colposo, sentenziò il giudice in primo grado. Un anno e otto mesi, non se li sarebbe mai fatti in galera.  Ma il suo caso andava bene da cavalcare per l’emergenza giustizia, per l’emergenza immigrati, tanto tutto fa brodo. Per tirar fuori che sì, in America il porto d’armi lo danno a tutti, e la legittima difesa va riconosciuta. A parte che in America è pieno di matti che con le armi in pugno sequestrano i bambini nelle scuole, fanno stragi folli e finiscono a loro volta stecchiti,  e anche da noi cominciamo a imitarli benissimo, tocca ragionare in termini di giustizia, tema abbastanza trattato di questi tempi, ma non in tutta la sua portata.
In Italia non esiste la pena di morte. Dunque i criminali si arrestano, non si colpiscono alle spalle. Però la pistola te l’hanno data, e per cosa? Per dissuadere, per intimorire, perché ci si guardi alla pari. Facile a dirsi, quando hai le gambe che tremano e rischi di perdere tutto in un attimo. Non ci sono che due soluzioni: non dare più il porto d’armi ai privati cittadini, e mi pare la risposta migliore, e pazienza per Beretta & co., che possono fare profitti in altro modo.


COMMENTI
23/03/2011 - porto d'armi (giorgio alberto crotti)

Togliere le armi ai cittadini è tipico degli stati totalitari i quali hanno sempre paura che possano essere usate per difendere la libertà. Per cui ci teniamo le armi che come ogni altro attrezzo hanno bisogno di essere usate con la testa e con competenza. Giorgio