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LETTERA/ Se lo Stato non c'è, cosa c'è di sbagliato nel "colpo" di un tabaccaio?

Giovanni Petrali (Foto Ansa)Giovanni Petrali (Foto Ansa)

E far sì che sia lo Stato a  garantire la sicurezza dei suoi cittadini.  Come? Non è mestiere nostro, ma forse Maroni e Tremonti, a quattr’occhi, potrebbero escogitare un sistema. Per esempio aumentando i fondi alle forze dell’ordine, che abbiano almeno la benzina per fare la ronda come si deve. Banalità, fosse così semplice, si può obiettare. Nessuno ha detto che sia facile e indolore e gratis assicurare alla gente di vivere in pace, facendo il proprio mestiere, passeggiando nei parchi, tornando a casa a sera dalla palestra. Lo Stato c’è per questo, o le tasse che le paghiamo a fare? Oltretutto posso presumere che lo Stato, nella forma di forze dell’ordine, sia più attrezzato di me a fronteggiare i delinquenti, e dunque possa farlo senza colpo ferire.
Quindi fa bene il signor Giovanni,  a portarsi a casa l’assoluzione in appello, per legittima difesa putativa: dopo 8 anni, tra l’altro (ecco i tempi della giustizia ingiusta, e ditemi se una riforma non è necessaria). Fa bene ad essere contento suo figlio Antonio, magari senza esultare, moderando un po’ i toni, invece del “siamo felici, non poteva andare meglio di così” con cui ha accolto la decisione della Corte. Ed evitando, come si dice, di candidarsi nelle liste del Carroccio, perché i drammi privati non diventino occasione di battaglie forcaiole; perché la legittima difesa va riconosciuta come eccezione, non come norma.  Se diventa la regola, è il Far West, senza neppure la vena epica alla John Wayne.
Certo, in questi giorni, assistendo attoniti ai missili franco-britannici (speriamo non nostri) in terra di Libia, una riflessione in più è d’obbligo. Se dare la morte è lecito, e addirittura necessario e giusto, per colpire gli stati canaglia, possiamo traslare il principio fino alle porte di casa nostra?  Se un paese democratico, anzi, una comunità di stati democratici, può spiegare una forza di guerra per punire e risolvere un’ingiustizia, perché non posso farlo io, cittadino inerme, che non so neppure guidare i Caccia e i Tornado?

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COMMENTI
23/03/2011 - porto d'armi (giorgio alberto crotti)

Togliere le armi ai cittadini è tipico degli stati totalitari i quali hanno sempre paura che possano essere usate per difendere la libertà. Per cui ci teniamo le armi che come ogni altro attrezzo hanno bisogno di essere usate con la testa e con competenza. Giorgio