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IL CASO/ Quella paura di sbagliare che ha ammazzato Daniel

Daniel Busetti è stato ritrovato morto. Il giovane si era dato alla fuga dopo un incidente stradale in cui pensava di aver causato la morte di un amico. Il commento di MONICA MONDO

Uno dei cartelli dei familiari di Daniel Busetti (Foto Ansa)Uno dei cartelli dei familiari di Daniel Busetti (Foto Ansa)

Daniel aveva paura. Daniel aveva vent’anni, e un viso da bambino, dei nostri figli, dei nostri fratellini. Faceva il muratore, Daniel. Dunque doveva fare l’uomo. E forse anche correre in macchina la sera gli sembrava da uomini, da duri, come quelli che si vedono a cinema. Un po’ di trasgressione, quando stai otto ore in cantiere, l’amico che magari ti dice vai, spingi su quell’acceleratore. Poi uno schianto e in un attimo lungo come la vita capisce che ha torto, vede il compagno a lato coperto di sangue, crede di averlo ucciso, vede suo padre costernato, il carcere, chissà.

Daniel scappa. Attacco di panico? Non credo. Hanno un tempo, gli attacchi di panico, poi ti calmi, ragioni, soprattutto se non ti capita spesso. Daniel invece ha paura, una paura che gli mette le ali, che lo trasforma in una preda, in fuga da cani rabbiosi. Corre, suda, si toglie il giubbotto, quella terra non è più la sua terra, è buio, sente che lo chiamano, ecco, sono qui, mi prendono. Che gli dico a mio padre, a quella ragazza che forse mi diceva di sì. Lei no, lei l’avviso. Un sms, così. Per dirle addio. Perché è finita. Ora è finita, i nemici si avvicinano.


COMMENTI
04/03/2011 - E gli manca un senso per vivere (Antonio Servadio)

Articolo poetico. La frase finale "E gli manca un senso per vivere" mi pare che insinui qualcosa di ingiurioso nei confronti di questo giovane, che invece merita rispetto e pietà. Quella frase, buttata lì in quel modo, suggerisce che egli non avesse un "senso per vivere". Mancano le argomentazioni - trovo solo suggestioni. A me pare il contrario, che avesse dei valori e quindi un senso - altrimenti non avrebbe sofferto. Purtroppo è intervenuta un qualche tipo di fragilità troppo acuta, una esasperazione emotiva, qualche carenza che non gli ha permesso di fare i conti con la situazione, di affrontarla. Si potrebbe arguire in vari modi. Non lo conosciamo a sufficienza, ne' il giornalista porta elementi utili per capire meglio. Ma come si possa saltare da ciò a concludere che "manca un senso per vivere" non lo capisco, sinceramente. Avrei forse intuito il senso di questa affermazione se l'articolo fosse riferito a coloro che, giovani o vecchi, dopo aver commesso crimini o guai enormi, non si sentono tormentati da dubbi e non provano sensi di colpa. Spero proprio di aver male interpretato l'intero articolo.