BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Rubriche

CAOS ROM/ 2. Quando l’occupazione delle chiese trasforma una ragione in torto

Nel pomeriggio i rom hanno occupato la Basilica di San Paolo Nel pomeriggio i rom hanno occupato la Basilica di San Paolo

Sembrerebbe uno scherzo, eppure le dichiarazioni deliranti sono alla portata di mouse, e fanno impallidire il numero speciale di Micromega, dove Flores d’Arcais ci ricorda che i dubbi di Hans Kung sulla santità di Wojtyla dicono la verità.  

Quanto alla Basilica di Sa Paolo, alle ore 17 i rom sono stati tranquillamente allontanati, salvo chi volesse inginocchiarsi per seguire la Liturgia della Passione, che si è svolta, come da programma, alle ore 17. La Basilica pontificia è retta da due Eminenze, e un incaricato per la pastorale, ma la abitano e la vivificano i monaci benedettini, che hanno scelto, da monaci, di non fare dichiarazioni e pregare davanti alla Croce, a differenza di qualche solerte sacerdote, arrivato in Chiesa per portare la sua solidarietà ai rom  e criticare Comune e Vicariato insieme, così, senza andar troppo per il sottile. Tra i rom che stazionavano dentro  e fuori la Chiesa, soprattutto donne e bambini, sloggiati stamane dal campo abusivo di Casal Bruciato. Nome omen, perché non rappresenta un bello spettacolo: grovigli di rame, baracche, sporcizia, topi.  Soprattutto un giro di prostituzione minorile che andava svelato e stroncato, dichiara la polizia.  Tocca mettere in conto anche questa realtà, quando si sente gridare: “Questa è la nostra Via Crucis”.  Tocca distinguere la povera gente, i disperati, da sfruttatori e delinquenti. Gesù   è morto per tutti, e tocca ricordarlo tanto più in questo giorno. Ma Gesù amava i bambini.  E uno stato laico, come da richiesta ei cristiani di base,  non può tollerare l’illegalità palese, né ripristinare il diritto d’asilo.

© Riproduzione Riservata.