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IL CASO/ Quella bicchierata alla garbatella che va oltre il sessantotto

Giuliano Pisapia e Letizia Moratti (Foto: ANSA)Giuliano Pisapia e Letizia Moratti (Foto: ANSA)

Gli stessi toni sono abituali nelle innumerevoli manifestazioni indicate (anche da molta stampa) come libera espressione di resistenza civile a qualsiasi forma di governo e a qualsiasi regola. Nelle università chi prova a vendere un giornale, a proporre un incontro, deve vedersela con chi urla e okkupa, e poco importa se sono quattro gatti, in grado di far saltare lezioni e dignità dei professori (quanto coraggio manca).

C’è un altro  però. In questi giorni nell’atrio di Lettere all’Università La Sapienza dove la tensione è sempre al massimo, un gruppo di studenti espone, e spiega i tabelloni di una mostra su Gaudì. Legando la figura del geniale architetto e artista catalano al tema dell’Europa, di un’unità che nasce dalla coscienza di un’identità e radici. Sono  anche le guglie della Sagrada Familia a tenercelo a mente.

Lo scorso fine settimana i ragazzi di Giovane Italie e i Giovani Democratici (il nome li individua benissimo) si sono dati appuntamento  nel quartiere Garbatella (quello idilliaco de I Cesaroni) per coinvolgere i coetanei in una bicchierata comune nella notte primaverile romana, come “no” deciso all’odio come metodo e fine. C’è da guardarsi intorno, ma di tutori del buon senso e di bella umanità ce ne sono ancora.

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