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IL CASO/ Quando muore una Marietta nelle vie del centro...

Persone che si aggirano per le strade di Roma, nei giardinetti e sotto le stazioni metropolitane. MONICA MONDO racconta la storia di uomini e donne non ancora completamente dimenticati

La morte dei clochard torna a interrogarci (Imagoeconomica)La morte dei clochard torna a interrogarci (Imagoeconomica)

Una donna è morta a Roma, nel centro, a due passi dal capolinea degli autobus, ma anche della sontuosa Galleria Colonna, dalle vie dello shopping e dai palazzi della politica. L’hanno trovata così, un fagotto immobile accoccolata sui gradini di una porta. Chiamiamola Marietta: cinquant’anni, poco  più, ma poteva averne settanta, ottanta, tante le ferite e le cicatrici della vita su un volto senza età. Non è morta di freddo, non fa freddo in questa Roma che si scrolla di dosso a fatica il clima di festa e di attesa per la beatificazione del Papa. In migliaia hanno passato le notti all’aperto, sulle rive del Tevere, sull’erba umida del Circo Massimo, in queste ultime notti. Non faceva freddo, anzi, l’aria profuma di primavera e di tigli fioriti. 

Di clochard come lei, “barboni”, anche se si tratta di giovani e donne, appunto, ce ne sono tanti, a Roma. Ce ne sono tanti in ogni grande città, un brulicare di volti e gambe strascinate sotto le stazioni della metropolitana, nei giardinetti pallidi e malati, tra cassonetti e fontanelle, a dividere l’elemosina con stranieri e improvvisati musici e cantastorie. Non sempre, però, quasi con pudore, come a sottolineare una scelta fatale, definitiva. C’è un sacco di brava gente che si occupa di loro. Non danno fastidio, te li trovi accanto in qualche chiesa, seguono dietro un pilastro le funzioni, poi se ne vanno coi loro sacchetti in mano, al massimo lasciano una scia non proprio profumata. Ma nessuno li maltratta, nessuno li offende (qualche ragazzaccio idiota, qualche sadico assassino di bulleria, ma sono pochi delinquenti, grazieadio). Come se si riconoscesse una dignità data dal dolore, se si cercasse di indovinare le loro storie, con comprensione e pietà.

Ci sono tante mense per i poveri, a Roma. Ci sono comunità che sfornano migliaia di pasti,  portano sacchi alimentari di quartiere in quartiere, offrono coperte e medicine. Non possono offrire visite mediche.