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IL CASO/ Quando muore una Marietta nelle vie del centro...

La morte dei clochard torna a interrogarci (Imagoeconomica)La morte dei clochard torna a interrogarci (Imagoeconomica)


Anche  Marietta  veniva accudita dalla parrocchia vicina, quella di San Rocco, protettore di tutti i barboni e gli appestati del mondo. Accanto al marciapiede dove ha chiuso gli occhi, c’è una bella chiesa barocca, Santa Maria. Lì si venera la Madonna del Pozzo, e si racconta di un’icona della Vergine, affiorata su una lastra pesante di pietra, in un pozzo medievale, che ancora è conservato in una cappella, cui si abbevera chi vuole, recitando una prece. E sono tanti, a tute le ore del  giorno, i “barboni” col bicchierino di carta in mano, a fare la fila per un sorso d’acqua chiara.

È facile parlare d'indifferenza, di trascuratezza delle istituzioni pubbliche, della gente per quest’ennesima vittima della solitudine. È facile, soprattutto da parte di chi non si sporca mai le mani, e si esercita troppo spesso in ramanzine di retta morale. Sì, siamo sempre di corsa, e abbassiamo gli occhi davanti alle  Mariette e ai suoi compagni di strada. Anche volendo, non si potrebbe aiutare tutti.

Ma sappiamo anche che le Mariette non puoi deportarle a vivere in una comunità, che rifiuterebbero dopo tanti anni una casa, delle regole, dei controlli. Bisogna voler loro bene anche in questa, che non è una scelta di libertà, ma un’abitudine, ormai, e soprattutto quando si diventa anziani le abitudini sono sacre, non si abbandonano. Ancora non conosciamo i motivi ma si può sperare che questa donna sia morta serena, nel sonno, come una figurina de la leggenda del Santo Bevitore, di Roth. Che ora riposi in pace, sicura che la sua povera vita è preziosa per qualcuno. Può esserlo anche per noi, che giriamo la testa dalle foto del suo corpo abbandonato in strada, per pena, per un incancellabile senso di colpa, ad avere tanto e non rendere grazie ogni attimo.

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