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J'ACCUSE/ Quei bambini kamikaze contro Berlusconi che fanno "rimpiangere" Ruby

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Se metti un video su un sito, su You Tube, vuoi farlo vedere al mondo, farne uno strumento di diffusione di idee, un pugno in faccia, un’arma. Come quella che l’insano Tartaglia fu spinto a lanciare sul viso l’Odiato Nemico. E infatti gli autori l’hanno tirato fuori in campagna elettorale, e ora si presentano a radio e  tv per dissertare sul testo e la scelta stilistica. Capita, nella lotta politica, assistere a gesti di follia, ascoltare parole pesanti. Siamo avvezzi all’insulto, al lancio di monetine, di cartelli, di sputi. Ma nel jingle da cartone animato di Kids Revolution c’è qualcosa di aberrante, disumano: “questi figli sono miei, ne muovo i fili, li catechizzo, li uso. Ne faccio i kamikaze del futuro”. Esempio di coerenza, da parte di chi lancia strali contro i talk show che portano inscena i bambini, di chi getta sospetti indistinti su ogni tonaca che si aggira in una parrocchia, di chi s’indigna per lo sfruttamento di Ruby. Che aveva quasi 18 anni, ed era lieta di farsi sfruttare, come continua a ripetere.

Attendiamo i sociologi, gli psicologi, i commentatori autorevoli della nostra intellighenzia che diano un parere. Magari un’authority stavolta ha qualcosa di serio da eccepire. Speriamo che non riducano l’operazione Cavaliere nano a un gesto goliardico di qualche buontempone malcresciuto. Come si legge nei commenti al video sul sito: “E’ una filastrocca, un testo colorito… i bambini si sono divertiti…”. Vi assicuro. Si divertono anche a pavoneggiarsi in costumi succinti davanti a una macchina fotografica, a picchiare il compagno più debole, a torturare i gatti. Si divertiranno un mondo alle festicciole più in a trasformare la canzone in karaoke, con l’animatore che mima i gesti, perché no. A chi con queste armi cerca la vittoria, a chi sventola le bandiere arancioni per vantare la libertà ritrovata (in Tibet la chiedono, la libertà, in Iran, in Corea…) ricordiamo che lo slogan con cui i figli dei fiori sono cresciuti era “mettete dei fiori nei vostri cannoni”. Dei fiori, non dei bambini.

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COMMENTI
02/06/2011 - INCREDIBILE! (celestino ferraro)

Secondo me l'idea è dipietrina, soltanto lui poteva escogitare un sistema di disvalori che dileggiasse il presidente del Consiglio impunemente. Che volgarità. E adesso? A quando le barricate patriottiche? Le giornate gloriose del nostro riscatto, a Milano, a Brescia (la Leonessa) o a Napoli? Lo trascineremo a Piazzale loreto? Con la Ruby?