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FACEBOOK/ Programmi "malvagi" violano la sicurezza: basta una mail

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Pirati al'arrembaggio del social network più grande del mondo. Se il fatto che Facebook possa vantare oltre 120 milioni di iscritti, rappresenta un indiscutibile pregio, l'altra faccia della medaglia è il rischio di violazione della sicurezza e della privacy. Così gli utenti meno esperti rischiano di diventare pirati informatici senza saperlo.

Lancia l'allarme il sito di Repubblica: attenzione al Facebook Trojan e ad altri "programmi malvagi", speciali catene versione web 2.0 per far cadere nella rete dei pirati gli utenti di Facebook meno abili con Internet, ma anche quelli che pur di sfoggiare il maggior numero di amici e di applicazioni accettano qualsiasi invito.

 

Attenti alle mail/messaggi – Ci sono mail dalle quali è meglio scappare. Arrivano nella posta di Facebook da utenti sconosciuti o da amici già truffati e hanno frasi come oggetto che rimandano a link del tipo “scopri chi è...” . I link in questione portano a siti esterni a Facebook dove viene richiesto di scaricare un file con estensione .exe. E qui scatta l'inganno e il contagio del virus alla rete di amici. Secondo la Symantec, società leader nel campo del software anti-virus, il trojan esegue un worm, ovvero un software capace di replicarsi, chiamato W32.Koobface.A che modifica l'account dell'utente.

 

Pishing e scamming – Scappate da una mail dall'oggetto invitante, come ad esempio "Chissà cosa penserà il tuo fidanzato quando vedrà queste foto". Da qui un link invita a spostarsi su un'altra pagina, questa volta però non esterna ma apparentemente sempre interna a Facebook. La truffa: quella pagina dall'aspetto identico ad un profilo Facebook in realtà è una trappola, per vederla vengono richieste la propria mail e la propria password che, una volta digitate, vengono memorizzate dal software che provvederà poi ad usarle per impadronirsi nei dati dell'utente e di tutti i suoi contatti.

Altro caso: la mail viene inviata da un amico, ovvero da uno dei contatti che l'utente ha nel suo account, e il testo contiene una richiesta di aiuto. Gli sprovveduti così gli estremi di un conto corrente sul quale eseguire il versamento del denaro. L'amico non è altro che l'interfaccia utilizzata dai pirati per accedere nell'account dell'utente e il conto in banca in questione è quello dei truffatori.

Per ora nessuna risposta ufficiale sui tentativi di pirateria è ancora arrivata da parte dei dirigenti di Facebook che per il momento si sono limitati a disattivare i link sospetti. Gli utenti invece, almeno quelli più scaltri, hanno già formato gruppi di discussione nei quali analizzano i virus e i software utilizzati e cercano di mettere in guardia i meno esperti sulle tecniche di truffa.



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