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ELEZIONI USA/ Dubbi sul voto elettronico col touchscreen. Sistemi manomessi?

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Sono passate poche ore dalla vittoria di Barack Obama e negli Stati Uniti spuntano i dubbi sul voto elettronico, esattamente come era accaduto quattro anni fa con la rielezione di George Bush. A dare la notizia del timore di hacking dovuto all'e-voting è la testata inglese Times Online (riportata dal sito HWUpgrade): nell'occhio del ciclone sono questa volta i prodotti dela Sequoia Voting Systems, al centro di numerose bsegnalazioni in West Virginia, Colorado, Tennessee e Texas riguardanti la registrazione di un candidato diverso da quello selezionato.

 

Sistemi manomessi? - Un'accusa che corrobora la tesi dell'inaffidabilità dei sistemi arriva dal centro per l'Internet Technology dell'Università di Princeton. Secondo il professor Appel, i sistemi potrebbero essere manomessi in sette minuti e si potrebbe inoltre sostituire un chip di memoria della macchina con un altro appositamente predisposto e contenente codice malevolo.

 

E-voting - Altri problemi riguardano macchine per l'e-voting installate in Florida: sistemi che, in occasione di una precedente tornata elettorale, non hanno registrato ben 18.000 preferenze. Il governatore Charlie Crist ne ha dunque richiesto la sostituzione con scanner ottici che leggano le preferenze indicate a matita sulla scheda elettorale: si tratterebbe di un sistema più sicuro ma, ugualmente, non immune da ipotesi di hacking radicali. Salvo una ormai improbabile inversione di rotta, di cui però non è giunta notizia, le macchine per l'e-voting con interfaccia touchscreen sono state utilizzate da più di un terzo degli aventi diritto al voto statunitensi.

 

GUARDA IL VIDEO SULL'E-VOTING IN USA

 



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