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Ecco il computer che "vede" al buio. Fa come i pipistrelli

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Ma come "suonerà" mai un casco di banane? Una domanda che farebbe strabuzzar gli occhi a chiunque, tanto è bizzarra, ma non a Yossi Yovel. Deve esser partito da questo dilemma (o più probabilemente da uno simile) quando ha cominciato a studiare l'algoritmo che permette a un computer di riconoscere al buio tramite un sonar il tipo di pianta che si trova di fronte.

Usando lo stesso metodo che hanno i pipistrelli per "vedere", infatti, Yovel e la sua equipe sono riusciti a far distinguere a un computer fra diversi tipi di frutta solo attraverso un sonar. Del buon esito dell'esperimento hanno dato notizia attraverso la rivista specializzata PLoS Computational Biology i ricercatori dell'università di Tubingen, in Germania che hanno condotto l'esperimento (che ha dato "esito positivo al 100%").

Ma come è possibile che un computer distingua le forme al buio? I pipistrelli riconoscono gli oggetti emettendo pulsazioni alla frequenza degli ultrasuoni e decifrando gli echi che tornano indietro, con la particolarità che questi animali sono in grado di decodificare anche i segnali molto complessi che derivano ad esempio dall'interferenza di foglie e rami. I ricercatori sono riusciti ad elaborare un algoritmo matematico capace di operare allo stesso modo del cervello dei pipistrelli. Dopo aver creato un database con migliaia di echi, il computer si è mostrato in grado di distinguere con un solo colpo di sonar fra cinque diversi frutti.

I fruttivendoli di tutta Italia possono però dormire sonni tranquilli, l'applicazione che l'equipe tedesca ha in mente per il Bat-Computer (è proprio il caso di dirlo) è un'altra: "Questo procedimento può essere generalizzato ad altri oggetti - spiega Yossi Yovel, uno degli autori, al sito del settimanale Science - e può servire anche all'uomo, perché permetterebbe di riconoscere ad esempio un volto anche in caso di scarsa o assente luminosità".



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