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VIDEOGAME/ L'identikit del videogiocatore europeo

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Il gameplayer italiano ha 28 anni, l'inglese ne ha 33, il finlandese ne ha 30. I tedeschi amano le strategie, gli inglesi l'azione e gli italiani, popolo di “pallonari” attivi e passivi prediligono ovviamente il calcio. Queste solo alcune caratteristiche del videogiocatore europeo, secondo quanto emerge da uno studio della Nielsen condotto su seimila persone di quindici paesi europei.

Lo studio – Saranno pubblicati oggi i risultati della ricerca realizzata da Nielsen su richiesta di Interactive software federation of Europe. E' il primo studio condotto su un campione di seimila persone che vivono in 15 diverse nazioni. Gli intervistati hanno un'età compresa fra i 16 e i 49 anni e nel 30% dei casi sono donne.

Italia – Il range anagrafico medio 16-49 anni costituisce in Italia il pubblico dei giochi, rappresentando oltre il 60% dei giocatori. L'età media è più bassa rispetto ad altre nazioni: i 28 anni dell'italiano contro il britannico di 33 o il finlandese di 30. La fascia di età fra i 16 e 29 anni è in assoluto quella dove la concentrazione di giocatori è più elevata. Per quanto riguarda le ore passate a giocare, dalla ricerca risulta che il 49% spende almeno sei ore a settimana in compagnia dei videogames.

Le donne - Giocano meno degli uomini, si collocano in europa in un range che va dal 13 al 18% e rappresentano ancora una piccola fetta del mercato, ma il numero è destinato a crescere soprattutto grazie al rapidissimo diffondersi delle console portatili. Nel Regno Unito il gap uomini-donne è più ristretto (48% vs 29%), forse perchè il mercato dei giocatori è più maturo.

I gusti – Gli intervistati hanno dichiarato che trascorrono videogiocando circa lo stesso tempo che dedicano a guardare la televisione o a socializzare con amici e familiari. Inoltre scelgono il videogioco come un modo divertente per passare il tempo stimolando l'immaginazione e mantenendo attiva la mente.

Gioco e vita sociale - I videogiochi si classificano fra le principali attività ricreative per gli europei. Il 40% delle persone gioca da 6 a 14 ore alla settimana. Ai videogiochi vengono riconosciuti vantaggi esclusivi rispetto ad altre forme di intrattenimento come televisione e film. Il 72% delle persone gioca per divertimento, il 57% trova nei videogiochi un modo per stimolare l'immaginazione e il 45% afferma che il gioco li fa riflettere. L'aspetto sociale dei giochi online con altre persone è un forte incentivo, però secondario per i giocatori. Gli europei giocano responsabilmente a casa. L'81% dei genitori che gioca lo fa con i propri figli. Oltre la metà dei genitori-giocatori controlla sempre il tipo di giochi praticati dai figli, nonché le loro scelte di acquisto in tal senso. Il settore offre una vasta gamma di scelte di intrattenimento, per tutti i gusti e livelli di abilità; adulti, nonni e bambini giocano nel modo che meglio si adatta alle loro esigenze.
Sembra che i non giocatori non nutrano pressoché alcuna avversione riguardo ai videogiochi: circa la metà di chi sceglie di non giocare (48%) cita semplicemente la mancanza di tempo come motivo per il quale non si dedica ai videogiochi.

(foto Imagoeconomica)


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