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Internet: si naviga di più se in famiglia ci sono bambini

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In Italia il 48 per cento dei nuclei familiari con bambini utilizza il web. È quanto emerge da una ricerca dell’European interactive advertising association (Eiaa), l’associazione che rappresenta operatori di ampio respiro come Msn, Tiscali, Yahoo!, Aol Lycos e T-online, e che rivela in che modo necessità e desideri di chi vive con figli stanno modificando il comportamento via internet. L’indagine sulle famiglie digitali dimostra che almeno tre quarti di quanti abitano con i proprio bambini (73 per cento) sono connessi a internet ogni settimana, mentre solo il 52 per cento degli adulti senza prole vantare una performance simile. Quasi un terzo (30 per cento) dei genitori digitali guarda film, tv o videoclip online, dimostrando così quanto l’intrattenimento si stia integrando nelle famiglie. Ulteriore conferma deriva dal fatto che il 22 per cento di questi utenti intende passare alla banda larga entro i prossimi sei mesi.

Lo studio ha comportato 7.008 interviste telefoniche casuali con oltre 1.000 intervistati in Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Italia e area baltica, e 500 intervistati in Belgio e Olanda. Le interviste sono state condotte nel mese di settembre e ottobre 2007. La ricerca dimostra come sia i portali visitati sia le attività svolte online dai genitori mutino al variare dell’età dei figli. All’aumentare dell’età dei figli aumenta anche la consapevolezza tecnologica dei genitori. Il 47 per cento di quanti vivono con ragazzi tra i 16 e i 18 anni fa uso di “instant messaging” contro il 37 per cento di quanti abbiano bambini dagli 0 ai 4 anni.

E’ importante, dunque, che gli addetti ai lavori del settore sviluppino efficaci strategie ad hoc, per avvicinare le odierne famiglie digitali e incontrare le loro specifiche esigenze quotidiane. Secondo un altro sondaggio dell’Eiaa, dal paragone tra utenti esposti alle campagne tradizionali e quelli che avevano osservato reclame sul web, risulta un netto miglioramento della conoscenza del marchio: la “brand awarness”, grazie al marketing internettiano, cresce del 5,4 per cento. Secondo gli estensori della ricerca l’aumento di questo parametro si riscontra in tutti i settori verticali, ma è particolarmente interessante nel comparto dei beni di largo e frequente consumo poiché le imprese dedite a questa tipologie di bene hanno tradizionalmente un atteggiamento prudente nei confronti degli strumenti del marketing via internet.

Da questo spaccato, infine, risulta evidente che diminuisce il consumo degli altri media disponibili. Questa attitudine deriva da un fatto concreto. Gli adulti con bambini hanno scoperto di poter trovare su internet quanto cercano, con un decisivo dispendio di tempo (76 per cento contro 68 per cento di quanti vivono senza figli). Non solo, quasi la metà degli intervistati (47 per cento) sente di detenere il controllo delle situazioni risolte o gestite online (contro il 42%).

(Marino Petrelli)

 
(foto Imagoeconomica)


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