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Memristor, la nuova frontiera dei chip per computer

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Roma - Fino ad oggi l'"intelligenza artificiale" ha rappresentato i sogni di tanti scienziati e scrittori, facendo talvolta la fortuna di alcuni film fantascientifici. Ma dai sogni alla realtà il cammino è come sempre assai lungo e impervio. Ad accorciare le distanze ci ha provato la Hewlett Packard, che ha messo a punto un nuovo tipo di circuito, il "Memristor". Il "resistore della memoria", gioiello elettronico di ultimissima generazione, consiste principalmente in due strati di biossido di titanio, attraverso i quali è stata fatta passare corrente elettrica: in questo modo, spiegano i ricercatori Hp, è possibile creare memorie in grado di non perdere i dati quando viene loro tolta l'alimentazione.

Alimentazione e risparmio energetico - I Memristor integrati sui chip funzionerebbero cioè come una memoria flash (che non perde il proprio contenuto se si spegne il computer), con il vantaggio di utilizzare un minor quantitativo di silicio e di consumare meno energia. Al momento l'unico handicap del nuovo circuito sembra essere la velocità, di dieci volte inferiore rispetto alle "consuete" memorie Dram. Occorre però sottolineare che i ricercatori Hp sono riusciti a compattare su un singolo chip qualcosa come 100 Gigabit di capacità, di fronte ai quali gli appena 16 Gigabit delle normali memorie flash sembrano ben poca cosa.

Quali prospettive? - I possibili impieghi della nuova tecnologia sono molteplici, e vanno dai sistemi di archiviazione (cloud computing) al risparmio energetico, sia in casa che nell'informatica. Ma è sul fronte dell'intelligenza artificiale che il Memristor potrebbe regalare le sorprese più "allettanti": i nuovi computer, equipaggiati con questi nanocircuiti, potrebbero riconoscere volti e oggetti, associare eventi passati a fatti presenti, addirittura prendere delle decisioni. Sogno o semplice questione di tempo?

(Foto: Imagoeconomica)


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