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TERREMOTO ABRUZZO/ La solidarietà approda su Facebook, ma attenzione agli sciacalli del web

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Il terremoto abruzzese ha lasciato il segno, non solo sulle terre e sulle persone direttamente colpite dal sisma. L’impressionante slancio di solidarietà, partito già da lunedì, ha coinvolto istituzioni e singoli cittadini, enti pubblici e privati, associazioni e squadre sportive. Anche il web, però, sta facendo la sua parte. L’emergenza terremoto è infatti piombata su Facebook, il social network più blasonato del momento, addirittura prima che su qualsiasi agenzia stampa: infatti nei primi minuti dopo le potentissime scosse notturne tra domenica e lunedì è stato su Facebook e Twitter (altro spazio virtuale) che utenti ed internauti hanno espresso la loro preoccupazione e commentato in diretta, non senza sbigottimento, il fenomeno sismico.

 

I gruppi -  Da lunedì scorso, sulla scia delle notizie sempre più allarmanti che giungevano dagli organi d’informazione, si è generato un moto trasversale di solidarietà e abbraccio virtuale intorno ad una vicenda, quella del terremoto, che ha scosso tutti, anche chi si trovava in rete solo per “commentare” una foto dell’amico o aggiornare il profilo personale. Sono nati, nel giro di poche ore, gruppi di solidarietà e sostegno a vittime e superstiti della tragedia abruzzese. Sono in 339mila gli iscritti a “Per le vittime del terremoto in Abruzzo”, o ancora 40mila utenti condividono il gruppo “ Per tutti quelli che con il cuore e con la mente sono all’Aquila”. Solidarietà e vicinanza, ma c’è dell’altro. Sono infatti fioriti molti gruppi che raccolgono informazioni, proposte e modi per coordinare gli aiuti da inviare concretamente in Abruzzo. Dunque info su conti correnti, contatti telefonici, prodotti e generi di cui c’è necessità. Così, tra questi, anche la fondazione Banco Alimentare, con un proprio gruppo ed il profilo “Amici del Banco Alimentare”, ha diffuso la sua iniziativa di solidarietà in atto proprio questi giorni.

 

Il passaparola e le proposte - Altrettanto impressionante è stato il passaparola generatosi attraverso il semplice aggiornamento, da parte dei singoli utenti, del proprio profilo personale con l’inserimento di frasi e indicazioni utili per donare il sangue o per rivolgersi a questo o a quell’ente di carità al fine di inviare donazioni. Un messaggio tira l’altro, in questo modo, semplice eppure efficacissimo, ne è nata una social-catena che da lunedì è proseguita per tutta la settimana, informando e invitando all’azione gli utenti che si connettevano. Sempre su Facebook, nei giorni successivi alla tragedia, sono intervenuti anche alcuni dei protagonisti diretti scampati alle macerie, perlopiù giovani, che hanno raccontato attraverso il loro profilo virtuale l’esperienza di quei momenti: sensazioni e paure mentre il terremoto era nel pieno dell’azione. Dal social network sono poi partite numerose provocazioni, sotto forma di gruppi virtuali, volte appunto ad accendere un dibattito e a proporre soluzioni di solidarietà. “Devolviamo i soldi del Superenalotto ai terremotati” è uno degli slogan che circolano tra gli internauti, o, ancora più provocatoria e piena di consensi, è la proposta di “rivolgere i montepremi dei reality show in favore dell’Abruzzo”. Idee forse un po’ utopiche, ma che danno un quadro della ricchezza di contributi e spunti in un dibattito tuttora acceso.

 

Le truffe -  Se da una parte Facebook ha ospitato questa serie di iniziative e moti spontanei di solidarietà, ci sono comunque da registrare alcuni episodi in cui degli sciacalli (né più ne meno di quelli che entrano nelle case disabitate) hanno elaborato delle vere e proprie truffe sull’onda del dramma abruzzese. Una vicenda, peraltro curiosa, è quella messa in atto da un sedicente Marco Pellegatti che, sul suo profilo di Facebook, si è spacciato per il nipote del noto giornalista televisivo Carlo Pellegatti diffondendo tra gli internauti una fantomatica colletta di beneficenza indirizzata proprio ai terremotati dell’Aquila. Per avvalorare la sua tesi, ha scritto che si trattava di una campagna solidale organizzata da Mediaset in collaborazione con il Milan (pezzi da novanta, insomma) e che suo “zio” Carlo ne era testimonial in tv. Morale della favola: tale Marco ha fornito dati e direttive per inviare il denaro “in beneficenza”, salvo poi essere smascherato in seguito, anche grazie all’interpellanza rivolta al vero Carlo Pellegatti che ha negato l’esistenza di tale iniziativa, ma soprattutto di quel “nipote”. D’altronde, per l’estrema facilità di utilizzo e le ampie potenzialità comunicative, Facebook può diventare una fortissima cassa di risonanza per fenomeni degni di nota, come le iniziative di solidarietà fin qui descritte, ma anche per aspiranti truffatori che con qualche dato e foto riescono ad imbambolare decine e decine di persone. Bisogna comunque prendere atto di questo impressionante passaparola telematico scatenato dall’emergenza Abruzzo: una spinta “dal basso” e dal web che, nonostante disordine e parole in libertà, può offrire un elemento di positività e un aiuto che, di certo, non sono da buttar via.

 

(Marco Fattorini)



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