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APPLE/ 1 milione di iPhone S di terza generazione venduti in 3 giorni

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Secondo la casa di Cupertino del nuovo iPhone della Apple, quello 'S' di terza generazione, sono stati venduti oltre un milione di esemplari in tre giorni (in otto Paesi soltanto), cioè circa il doppio delle previsioni degli specialisti. La Apple lo spiega in un breve comunicato diffuso sin dall'alba, ora californiana, e che porta in calce la firma di Steve Jobs, il numero uno della casa della mela morsicata. In tempi normali, la firma di Steve Jobs non avrebbe nulla di sorprendente, essendo l'amministratore delegato della Apple, ma questa volta non è così. «I clienti stanno votando e l'iPhone sta vincendo - spiega Jobs - e con oltre 50mila applicazioni disponibili sul rivoluzionario App Store della Apple, la popolarità dell'iPhone è più forte che mai».

Lo conferma anche il fatto che il nuovo sistema operativo, il 3.0, è stato scaricato oltre 6 milioni di volte in cinque giorni. Dopo mesi di assenza a causa di una malattia un po' misteriosa, si tratta del primo atto ufficiale di Jobs, il cui ritorno è atteso entro la fine del mese. È un segnale importante per una casa quotata in Borsa, le cui fortune più che dai computer dipendono da prodotti innovativi e di successo come l'iPod e l'iPhone, e sono legate alla figura carismatica di Steve Jobs. Secondo il Wall Street Journal che sabato ne aveva fatto il suo titolo principale, Jobs ha subito un trapianto del fegato. Si tratta di una operazione certamente impegnativa, ma dalla quale ci si rimette generalmente in fretta e che metterebbe la parola fine a mesi di dubbi. Secondo il quotidiano finanziario newyorchese potrebbe essere l'implicita conferma del ritorno imminente di Jobs, anche se forse solo part-time all'inizio.

La Apple non ha commentato l'articolo del Wsj, ma il ritorno di Jobs viene seguito attentamente dai mercati. Lo stesso quotidiano di Rupert Murdoch dava praticamente per sicura la presenza del Ceo della Apple per la presentazione del nuovo iPhone, ai primi di giugno, ma di Jobs non s'è vista neppure l'ombra al Moscone Center di San Francisco. Il comunicato firmato da Jobs non ha però avuto effetti positivi in Borsa, come se i mercati non credessero nel suo ritorno la prossima settimana: a metà giornata il titolo, sotto i 137 dollari, perdeva oltre l'1,5%, nonostante gli ottimi risultati dell'esordio del nuovo iPhone.

 

 



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