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APPLE/ Il blogger: guardate attentamente dentro l’iPhone e l’iPad. Scoprirete che…

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Apple ha una storia a parte, fatta di componenti, processori, vecchie glorie e collaborazioni d'epoca, una storia parallela, quasi conservatrice, che a volte crea attrito con l'attuale “facciata” dell'azienda, estremamente proiettata verso il futuro. Nell'immaginario collettivo Apple viene rappresentata spesso come una sorta di “capitalista informatica”, con compromessi tramutati in azioni preventive, che in realtà sono quanto di più vicino al così-detto “saperci fare”. Quando una tale filosofia va ad abbracciare una nuova idea, si crea un mix unico e letale: un esempio è il processore A4, figlio dei Power-PC.


Apple è sempre stata un'azienda ribelle, possiamo definirla una sorta di “punto di origine” di molte scommesse informatiche: mentre il mondo brillava con la luce di Intel, Apple tirava acqua al suo mulino con la stabilità dei suoi PowerPC, nati da una stretta collaborazione con IBM, il cui acronimo non è altro che “Performance Computing”.


Nel 2005 ci fu un cambiamento storico per Apple: il passaggio definitivo all'architettura Intel x86, quando abbandonò l'ascia di guerra per abbracciare “il nemico” di tante notti insonni degli ingegneri di Cupertino. Sono passati 5 anni da quel giorno, molti di voi stanno leggendo questo articolo su un computer Mac con processore Intel multi-core, io scrivo dal primo Mac Intel in assoluto: un iMac 20” Core Duo, sinceramente, sembra quasi che non sia cambiato niente da quel giorno.


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