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SOCIAL NETWORK/ Openbook e Facebookprotest, due siti che manderanno in tilt Facebook?

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SCIOPERO - Proprio come quella prevista per il prossimo 6 giugno, lanciata dal sito Internet facebookprotest.com, con l’obiettivo di invitare tutti gli utenti a boicottare il social network. Il 6 giugno è stato infatti ribattezzato come D-Day e il gruppo sta chiedendo a tutti quanti non sono d’accordo con le presunte violazioni della privacy, di astenersi da tutte le attività collegate a Facebook. Attualmente il gruppo di protesta «Quit Facebook Day» conta 2.539 membri su Facebook e 1.569 su Twitter.

 

Numeri in realtà modesti, se paragonati con i 125 milioni di visitatori di Facebook, che ne fanno uno dei due siti più visitati del web insieme a Google. Ma il gruppo dei contestatori 2.0 si presenta molto agguerrito. L’invito, postato sulla home page di facebookprotest.com, è a non connettersi a Facebook e a non interagire con esso per un’intera giornata. Assicurandosi di avere fatto log out dal social network dalla sera del 5 giugno. Oltre a non connettersi con Facebook, il 6 giugno si dovrà fare attenzione a non cliccare neanche sui pulsanti “Mi piace” linkati con gruppi del social network. Come sottolinea facebookprotest.com, “Mark Zuckerberg ha dichiarato di ‘non credere nella privacy’. In una lettere al fondatore del social network scritta il 27 aprile, quattro senatori Usa hanno protestato per i cambiamenti che hanno reso di dominio pubblico la città di residenza, luogo di nascita, gruppi approvati, interessi e amici degli utenti, che in precedenza erano visti solo dai propri contatti”.

 

E aggiunge facebookprotest.com: “Tu ci puoi aiutare impegnandoti a unirti alla nostra protesta contro Facebook del 6 giugno, scelta come il D-Day. D-Day è un termine spesso usato nel linguaggio militare per indicare il giorno in cui si incomincia un attacco o una nuova operazione”. Una vera e propria dichiarazione di guerra insomma.

 

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COMMENTI
05/07/2010 - Perché tanto stupore? (Andrea Montorfano)

Davvero non capisco le proteste per la privacy. Se uno vuole la privacy, non si iscrive a FB. Semplice. Qua non si parla di informazioni estorte o di un uso scorretto di dati ottenuti con metodi leciti, ma di gente che coscientemente pubblica dettagli personalissimi sul web. Io preoccupazioni non ne ho: non sono mai stato iscritto. Ma anche se fosse, pubblicherei sempre e solo quello che vorrei rendere di dominio pubblico. Per tutto il resto esistono ancora il telefono, le lettere, le conversazioni faccia a faccia.

 
11/06/2010 - Parafrasando un verso di Eliot, allora... (Umberta Mesina)

... diremo che questi signori sognano sistemi informatici talmente perfetti che nessuno più avrebbe bisogno di essere accorto e andarsi a sistemare le Impostazioni di privacy che FB mette a disposizione (e ti avvisa, pure, quando le cambia)? Concordo che quelle Impostazioni non sono le più user-friendly che conosco ma ci sono e funzionano. Ieri, per esempio, ho sperimentato con successo l'occultamento del numero di telefono. Occultamento che non serve a nulla, ovvio, perché se non voglio far sapere al mondo il mio numero di telefono, è sufficiente non scriverlo. Inutile strumento, dunque - però c'è. Il mio status in Openbook non compare (appena verificato). Chissà come mai.