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SOCIAL NETWORK/ Openbook e Facebookprotest, due siti che manderanno in tilt Facebook?

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La home page di Openbook  La home page di Openbook

 

Le proteste sulla privacy rischiano di mandare Facebook in tilt. A impensierire il colosso creato da Mark Zuckerberg non c’è soltanto Openbook, il motore di ricerca in grado di mettere a nudo le falle del social network. Per il 6 giugno prossimo è prevista la prima giornata mondiale di sciopero contro Facebook, ribattezzata “Quit Facebook Day”. Ma a minacciare il gigante dai piedi d’argilla in questi giorni ci si è messo anche il Pakistan, che ha deciso di chiudere il sito accusato di diffondere materiale blasfemo contro Maometto. E per chi non vuole rinunciare alla propria privacy, ma vuole continuare a servirsi di Facebook, il Sussidiario spiega quali sono le due applicazioni più semplici ed efficaci disponibili sul web.

 

LIBRO APERTO - Un gruppo di ingegneri di San Francisco ha creato un sito che permette di cercare tra gli aggiornamenti di stato degli utenti di Facebook di tutto il mondo. Il motore di ricerca, chiamato Openbook, è in grado di setacciare i messaggi scritti da persone che non hanno reso privato il proprio status. Cliccando per esempio la parola “arrabbiato”, vengono fuori 145 status di persone italiane aggiornati nell’ultima ora, con tanto di nome e foto. Con un utente che per esempio scrive: «Arrabbiato? Sai, io mi arrabbiavo quando avevo una ruota sgonfia, quando perdevo un aereo...».

 

Mentre un tifoso napoletano della squadra Sanità Calcio rivela: «Purtroppo oggi per inderogabili impegni di lavoro non potrò assistere al grande evento della vittoria della Sanità... sono sconsolato e arrabbiato.. ma sono sicurissimo che i ragazzi passeranno». I risultati di ogni ricerca mostrano il nome dell’utente, la foto e il link al suo profilo. Inoltre si può scegliere di leggere i commenti soltanto delle donne o degli uomini o di entrambi. Ma dalla home page di Openbook è possibile anche vedere le ricerche recenti degli altri utenti: un’ulteriore dimostrazione che nulla, neanche le chiavi digitate sul motore di ricerca, su Internet rimangono segrete.

 


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COMMENTI
05/07/2010 - Perché tanto stupore? (Andrea Montorfano)

Davvero non capisco le proteste per la privacy. Se uno vuole la privacy, non si iscrive a FB. Semplice. Qua non si parla di informazioni estorte o di un uso scorretto di dati ottenuti con metodi leciti, ma di gente che coscientemente pubblica dettagli personalissimi sul web. Io preoccupazioni non ne ho: non sono mai stato iscritto. Ma anche se fosse, pubblicherei sempre e solo quello che vorrei rendere di dominio pubblico. Per tutto il resto esistono ancora il telefono, le lettere, le conversazioni faccia a faccia.

 
11/06/2010 - Parafrasando un verso di Eliot, allora... (Umberta Mesina)

... diremo che questi signori sognano sistemi informatici talmente perfetti che nessuno più avrebbe bisogno di essere accorto e andarsi a sistemare le Impostazioni di privacy che FB mette a disposizione (e ti avvisa, pure, quando le cambia)? Concordo che quelle Impostazioni non sono le più user-friendly che conosco ma ci sono e funzionano. Ieri, per esempio, ho sperimentato con successo l'occultamento del numero di telefono. Occultamento che non serve a nulla, ovvio, perché se non voglio far sapere al mondo il mio numero di telefono, è sufficiente non scriverlo. Inutile strumento, dunque - però c'è. Il mio status in Openbook non compare (appena verificato). Chissà come mai.