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ANTIVIRUS / I 15 peggiori worm della storia e i trojan su Facebook che trasformano il computer in uno zombie

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Il worm ILoveYou  Il worm ILoveYou
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- 2005-2010
La possibilità di controllare via Internet le macchine infette dà inizio all'epoca del malware come business. I worm tramontano e arrivano i Trojan (o bot - abbreviativo di robot): programmi incapaci di replicarsi o di diffondersi autonomamente e destinati a spiare o controllare la macchina infetta. Una volta infettato dal trojan, il pc diventa metaforicamente uno “zombie”, ovvero perde la propria volontà ed esegue gli ordini impartiti via internet dal suo padrone. Gli zombie controllati da un medesimo padrone sono riuniti in un'unica rete chiamata botnet la quale conta diverse centinaia di migliaia o anche milioni di nodi. Le potenzialità offerte dalla botnet sono innumerevoli, assolutamente illegali e altamente remunerative. Si possono ad esempio spiare numeri di carte di credito, account bancari o identificativi personali atti al furto d'identità. Si possono generare proventi mediante advertisement online costringendo i bot a “cliccare” certi link pubblicitari.

 

Altra prassi comune è quella del ricatto: si sottopone un sito a denial of service (vengono inoltrate al sito in oggetto molte più richieste di quante questo sia in grado di gestire, rendendolo in tal modo inutilizzabile) fintanto che il titolare non provvede al pagamento della somma richiesta. Infine è possibile inviare spam, decodificare testi crittografati, ricercare siti penetrabili o nuove vittime, ecc. In conclusione una botnet medio/piccola ha maggiore capacità di calcolo e migliore connettività del più potente supercomputer esistente. A differenza dei predecessori, i Trojan non contengono quasi mai payload intenzionalmente distruttivi. Preferiscono mantenere un profilo basso in modo da passare inosservati il più a lungo possibile.

 

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