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SOCIAL NETWORK/ Su Facebook tre milioni di «fantasmi»: cosa accade ai profili delle persone scomparse?

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Ma c’è di più, alcune ditte statunitensi si sono specializzate nella «pulizia» dei dati degli utenti deceduti. Tramite il versamento di una quota che va da 10 a 30 dollari l’anno, AssetLock.net, Legacy Locker o Deathswitch.com, propongono di raccogliere in una cassaforte virtuale le parole d’ordine, dati bancari, avatar, segreti vari e ultime volontà. A seconda delle opzioni scelte, le informazioni vengono poi distrutte o conservate. Tuttavia, ricorda Koch, non è possibile garantire che si possa sparire completamente dalla rete. Emblematica la storia di Max Kelly dipendente di Facebook, che ha perso un amico speciale a causa di un tragico incidente in bicicletta. È stato il primo incontro ravvicinato tra il team di Facebook e la morte. Tutti i colleghi hanno confortato Kelly per la perdita, ma poi, durante una riunione interna, si sono posti un inquietante interrogativo: che cosa fare con il profilo del defunto.

 

Questa storia è stata pubblicata sul blog ufficiale di Facebook, scritta dallo stesso Max Kelly. «La questione è venuta fuori presto: cosa ne facciamo del suo profilo? - ha riportato Kelly - Non avevamo mai pensato ad una cosa del genere, non in modo così personale». Allora, cosa accade nel momento in cui un utente si ritrova nella spiacevole ed incolpevole condizione di non potersi più loggare? Facebook sembra aver trovato la risposta, in quanto alfiere delle relazioni online, materiali o spirituali che siano. "Quando qualcuno ci lascia - ha intuito il team - non lascia per forza di cose la nostra memoria né il nostro social network". Dunque è nato l'account commemorativo, luogo virtuale da visitare per ricordare i cari estinti, lasciando commenti in bacheca al posto dei più classici fiori secchi da cambiare la domenica al cimitero.

 


COMMENTI
21/09/2010 - plastificazione dell'esistenza (Antonio Servadio)

tema attualissimo. Dove non è riuscita e non può riuscire la crio-conservazione (dai vecchi film di fantascienza alle spacconate vere di qualche riccone) riesce internet: la plastificazione dell'esistenza. Che orrore! Dopo un periodo -che so- di due o tre anni di inattività completa, blog, e-mail account e profili nei social network dovrebbero automaticamente essere chiusi.