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FACEBOOK/ Colombia, «lista della morte» pubblicata sul social network: assassinati tre giovanissimi

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UN CASO ITALIANO - Un episodio di morte eclatante legata a Facebook si è verificato anche in Italia. Una foto scattata insieme al calciatore del Napoli Lavezzi, notoriamente appassionato di tatuaggi, e pubblicata su Facebook con tanto di commenti che mettevano in guardia dall'affidarsi a tatuatori non professionisti ha infatti dato vita a una catena di violenza. Un tatuatore concorrente, invidioso per il post, ha deciso di vendicarsi inviando al suo negozio di tatuaggi, a Casavatore, nella periferia di Napoli, un commando composto da tre persone, tra cui il cognato di un esponente di spicco degli scissionisti, incaricate di dargli una lezione. Ma la «spedizione punitiva» non è andata a buon fine: il 30 gennaio scorso la vittima infatti ha reagito al commando che aveva fatto irruzione nel suo negozio picchiando proprio il cognato del boss e mettendo in fuga gli altri due. Da qui la vendetta: il 2 febbraio infatti il tatuatore, Gianluca Cimminiello, 31enne, è stato raggiunto da un uomo che con una scusa lo ha attirato fuori dal negozio uccidendolo a colpi di pistola.


DAL PAPA A... ZUCKERBERG -
E se non sempre approdano a un esito sanguinoso, le minacce di morte su Facebook sono all’ordine del giorno. Tra le persone cui sono state indirizzate, ci sono Michele Santoro, l’inviato di Annozero Sandro Ruotolo, il cronista di Repubblica Vincenzo Rubano, Mauro Marin e Maicol Berti del Grande fratello, Silvio Berlusconi, Roberto Saviano e perfino il Papa Benedetto XVI. Per non parlare del fatto che lo stesso Mark Zuckerberg è stato fatto oggetto di minacce di morte. Tra i gruppi presenti sul social network i cui si minaccia il fondatore, quello intitolato «Fuck Yourself Mark Zuckerberg» e altri molto più volgari.

 

(Pietro Vernizzi)
 



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