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Class action contro Aruba?

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Milioni, tra siti internet e caselle postali, irraggiungibili. Il black out out informatico più massiccio della  storia (italiana). E’ quanto avvenuto il 29 aprile scorso, quando i server di Aruba hanno dato forfait. Un principio di incendio, scatenatosi alle 4.30 nella server far dell’azienda di Arezzo aveva fatto scattare il blocco al sistema di alimentazione. Solo quest’ultimo era rimasto danneggiato, mentre i server contenenti milioni di dati, erano rimasti illesi. Nelle ore necessarie al ripristino del servizi, per milioni di utenti è stato impossibile accedere ai siti gestiti dalla società: in Italia, 1.650.000 domini registrati, 1.250.000 siti attivi in hosting, 5.000.000 di caselle email e 5.000 server di caselle e-mail. Il blackout era durato circa 11 ore, ma alcuni siti ospitati dal provider erano tornati online soltanto a tarda notte. Nel comunicato emesso da Aruba, è spiegato cos’era avvenuto esattamente nelle sale UPS della Server Farm di Arezzo: «Stamane alle h. 04:30, un corto circuito avvenuto all’interno degli armadi batterie a servizio dei sistemi UPS della Server Farm aretina di Aruba ha causato un principio di incendio: è immediatamente entrato in funzione il sistema di rilevamento incendi che in sequenza spegne il condizionamento e attiva il sistema di estinzione. Poichè il fumo sprigionato dalla combustione della plastica delle batterie ha invaso completamente i locali della struttura, il sistema ha interpretato la persistenza di fumo come una prosecuzione dell’incendio e ha tolto automaticamente l’energia elettrica». Ora c’è chi pensa di avviare una class action contro Aruba, una richiesta di risarcimento collettivo. Molti, infatti, hanno subito danni e perdite oggettivi, derivati dai mancati contatti e dai relativi introiti pubblicitari legati ai propri siti. I danni si sono resi evidenti, in particolare, modo, per le piccole e medie imprese operanti nei settori dell’e-commerce e del turismo, che hanno perso molti potenziali clienti.C’è chi lamenta il fatto di non esser stato avvisato, neanche con una breve mail (anche se nelle prime ore la stessa Aruba è stata costretta ad aggiornare i propri clienti con Twitter). E chi sostiene che Aruba, avrebbe potuto dar vita ad una sorta di indennizzo simbolico estendendo di un giorno il contratto. 



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