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FACEBOOK/ L'esperto: l'opzione per i donatori di organi apre altri problemi di privacy

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La direttiva prevede che si è tenuti a tutelare il diritto alla protezione dei dati personali pienamente ed efficacemente in tutta l'attività che riguarda la donazione degli organi. Questo in conformità con le norme europee sulla protezione della privacy. In particolare che i dati elaborati e forniti dal soggetto siano custoditi in termini di riservatezza e sicurezza in modo che sembrerebbe invece diverso da quanto sta facendo Facebook. Che ci sia una tutela dell'identità del donatore e del ricevente. In sostanza il corpo normativo europeo si muove evidentemente in un'altra direzione rispetto a Facebook.

Le sembra giusto che si proceda in questo modo, a livello di normative?

Direi che situazioni così importanti come la donazione degli organi siano gestite meglio a livello pubblico, dove tutte le garanzie si possono pienamente rispettare. Non so quanto sia opportuno per una impresa privata andarsi sostituirsi al ruolo trascinatore che deve avere il pubblico. Piuttosto bisognerebbe ripensare le modalità migliori da parte del sistema pubblico per informare su questo tema nel miglior modo possibile.

Un tale tipo di informazione data pubblicamente su un social network potrebbe anche avere effetti discriminatori, non trova? Dividere tra buoni e cattivi, ad esempio.

Sono d'accordo. Potrebbe spingere all'effetto emulazione che da una parte può dare atto a discriminazioni anche in ambito professionale. Per questo si sono pensate tante norme  a tutela dei dati del ricevente, ma anche del donatore. Questo perché scegliere di donare organi  è una scelta forte che incide sul proprio generale stato di salute e non solo. Lo stesso nostro codice ha previsto una autorizzazione molto specifica e restrittiva. Si sostiene cioè che solo i soggetti abilitati possano usare certi dati e spinge a mantenere anonimi i dati di donatori e riceventi.  

In conclusione?

In conclusione esiste un principio generale sulla privacy nazionale ed europea che è diverso da questo pur interessante contributo che propone Facebook. Io credo che questo tipo di opzione vada valutata dalle autorità sulla privacy a livello europeo e nazionale. Ritengo anche però che l'importanza di questa novità sia a livello di contributo operativo come contributo al dibattito sul tema. 



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