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APPLE VS SAMSUNG/ La Corte dà ragione a Cupertino: copiati tre brevetti

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La lotta tra titani giunge ad un primo epilogo. Nella battaglia dei brevetti tra Apple e Samsung, è la prima ad averla vinta. La corte, costituita da due donne e sette uomini, riunitisi tre giorni in camera di consiglio a San Jose, in California, ha decretato che l’azienda sudcoreana, ha copiato alcune delle tecnologie coniate dall’azienda fondata da Steve Jobs. Oggetto del plagio sono, in particolare, sei brevetti infranti, di cui tre copiati volontariamente. Ci sono quello relativo al multitouch, allo scroll (cioè lo scorrimento sul touch screen), alcuni elementi del design, della modalità dello zoom e della navigazione. Il tablet di Samsumg, rettangolare e con gli angoli addolciti, invece, sul fronte del design non rappresenta un plagio dell’iPad; del resto, i legali sudcoreani hanno fatto presente che il medesimo design è utilizzato da numerose altre aziende. Oltre a dover sborsare 1.05 miliardi di dollari di risarcimento, la Samsung si troverebbe costretta ad una ben più vessatoria disposizione: ovvero, potrebbe esserle vietato di vendere i propri prodotto negli Stati Uniti. Il che, la priverebbe dell’introito proveniente da uno dei più floridi mercati mondiali. Apple, in tal caso, dal canto suo, si rafforzerebbe esponenzialmente, vedendosi sbarazzata di un così temibile concorrente. Su questo passaggio la Corte si deve ancora pronunciare. Come era prevedibile, tuttavia, Samsung non se ne starà con le mani in mano, ed ha annunciato ricorso. Inizialmente, tuttavia, la richiesta di Apple ammontava ad un risarcimento di 2.5 miliardi di dollari; per aumentare le probabilità di vittoria, aveva ingaggiato, lo scorso aprile, alcuni tra i migliori (e più pagati) legali americani. La Corte, ridimensionando le accuse della Mela,  ha, inoltre, stabilito che non è vero che in tutti i 28 dispositivi di Samsung indicati vi fossero dei plagi. Dal canto suo, Samsung aveva reagito attaccando a sua volta e chiedendo un risarcimento da 399 milioni di dollari in virtù della presunta violazione di cinque suoi brevetti. Ma il fascicolo sudcoreano, di oltre cento pagine, è stato respinto dalla Corte.

 



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