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WHATSAPP/ I messaggi diventano a pagamento dopo un anno di utilizzo. Le proteste

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Sistema messaggi WhatsApp  Sistema messaggi WhatsApp

WhatsApp, finisce il sogno dei messaggini gratuiti. L'applicazione, usatissima da tutti i possessori di smartphone vari, aveva infatti conosciuto un successo massiccio grazie al fatto che veniva propagandata come "quella che ti fa mandare i messaggi gratis". Una pacchia soprattutto per i maniaci dell'sms a gettito continuo, specie i giovani che si sa inviano centinaia di messaggi l'uno con l'altro ogni giorno. Invece pare che non sia così, ma nessuno ce lo aveva detto. Si paga anche WahatsApp, ma chi se n'era corto? Il pagamento infatti scatta dopo un anno dall'inizio del suo utilizzo, dodici mesi cioè dopo aver gratto download dell'applicazione. E scoppia immediatamente la protesta degli utilizzatori che lamentano soprattutto il fatto di non essere stati avvertiti al momento del download: ci date una cosa gratis e poi ci dite che dopo un anno bisogna pagare? è il tono generale. Si tratta infatti di una tassa annuale dopo  dodici mesi di utilizzo per il programma di messaggi fra smartphone via internet: l'ultimo aggiornamento in atto dice anche che è possibile comprare l'applicazione "in-app purchase" come si dice tecnicamente. Toccherà a tutti coloro che dispongono di cellulari Android, Blackberry e i dispositivi con os Windows. Insomma, tutto è business visto che WhatsApp lo scorso 31 dicembre faceva registrare la bellezza di 18 miliardi di messaggi al giorno. Fa arrabbiare gli utenti anche il fatto che di solito una applicazione la si paga una volta solo al momento del download, qua invece si tratta di un pagamento all'anno, una vera e propria tassa tipo canone della televisione (si tratta comunque di pochi centesimi). I tanti che si lamentano suggeriscono di abbandonare per sempre l'applicazione e di usare invece al suo posto WeChat una nuova applicazione simile ma di marca cinese, Esiste poi anche ChatOn per messaggi con Samsung, e Viber. Una cosa va detta a difesa dei proprietari di WhatsApp: non hanno mai voluto inserire pubblicità nel programmino, considerata una offesa per l'utente. Ma da qualche parte i soldi bisogna pur prenderli no?



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