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Microsoft/ Scontro finale per distruggere Citadel: la miniera d'oro degli hacker

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Microsoft è riuscita a fermare Citadel, una delle più sviluppate botnet del pianeta. Il compito è stato arduo, ma alla fine l'azienda di Redmond è riuscita nell'intento, liberando così almeno 2 milioni di PC infetti dal virus che, stando alle ultime stime, avrebbe colpito numerosissimi conti bancari andando a sottrarre ben 500 milioni di dollari. La peculiarità di tale botnet era quella di disattivare letteralmente gli antivirus, esponendo dunque gli sfortunati Personal Computer ad ogni tipo di rischio. In attività dai primi mesi del 2012, oggi, dopo quasi un anno e mezzo di attacchi, Microsoft è riuscita a fermarla. Tra i paesi maggiormente colpiti si menzionano gli Stati Uniti, vari paesi europei ed Hong Kong. "Abbiamo liberato almeno 2 milioni di PC a livello globale, ed è una stima prudente", spiega con soddisfazione Domingues Boscovich, consigliere generale della Digital Crimes Unit di Microsoft. Non solo Microsoft nella lotta a Citadel, anche l'FBI insieme alle autorità di oltre 80 paesi ha contribuite ad incastrare il virus dei conti bancari. La lotta è andata in scena il 5 giugno, quando si è cercato di distruggere 1.400 sistemi, fondamentali per il funzionamento della stessa, con lo scopo quindi di impedire il loro accesso ai computer infetti. Ad oggi la Digital Crimes Unit di Microsoft è al lavoro per individuare ed eliminare ulteriori minacce. Acquabox è il nome in codice del capo di Citadel, un utente che opera dall'Europa Orientale, attualmente ricercato insieme ad altri hacker/criminali che gestivano la botnet. Colpite aziende piccole, medie e grandi, dalle cooperative di credito a banche ben più importanti come Credit Suisse, Bank of America, HSBC e Royal Bank of Canada.



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