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Video virale/ Salvare i bambini siriani: ecco come sarebbe la guerra qui

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Il video di Save The Children per la Siria  Il video di Save The Children per la Siria

VIDEO: LA STORIA DI UNA BAMBINA SE LA GUERRA FOSSE QUI - Ci sono tante tecniche di cattura per mostrare un video, per descriverlo, per incidere e mettere a fuoco uno o tanti momenti. Dall’avvento dei primi video in stop motion su YouTube, fatti giorno dopo giorno, alla crescita di una pianta, al trascorrere veloce del tempo: sono tutti piccoli frammenti di video che raccontano una scena, sequenziali, in movimento, ed arrivano tutti ad una conclusione… Quella stessa tecnica, può essere ampliata a più fotogrammi, o semplicemente ad attimi, che una volta uniti danno vita ad un’altra tipologia di video, simile a quella utilizzata dallo stop motion ma che può anch’essa raccontare il cambiamento in un frangente di tempo che va dall’attimo, ad un anno o più. Questo è il video di una bambina britannica, che mostra la sua vita, i suoi attimi felici condivisi con genitori e amici, il gioco con il rossetto e gli abiti di mamma, i lenti viaggi in auto… Al telegiornale che lancia un’allarme, alla polvere sugli occhi, alle bombe vicino a casa… Per poi continuare e alla fine mostrare una scritta che dice: “Solo perché non capita qui, non significa che non stia accadendo”  -Save The Children per i bambini in Siria. Purtroppo, non si parla spesso della Guerra Civile in Siria, in cui Forze Governative ed Opposizione stanno facendo strage di innocenti, tra questi innocenti ci sono i bambini; secondo l’organizzazione Save The Children, gli Angeli sarebbero circa 10 mila, i bambini rifugiati sarebbero 2 milioni e mezzo, molti fuggiti in Turchia, Libano e Giordania e Kurdistan iracheno… E’ triste sapere che nonostante tutti i tentativi fatti, non si veda ancora la luce in fondo al tunnel; i negoziati di Ginevra di Gennaio/Febbraio 2014 indetti dall’ONU, non hanno trovato alcun accordo a livello politico… Il video è a pagina due, ha scosso l’anima della gente diventando “virale” e vale la pena di essere visto.



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