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TASSE SU SMARTPHONE E TABLET / Oggi è legge: telefonini, tv, chiavette usb e hard disk costeranno di più

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TASSA SU SMARTPHONE E TABLET - Ecco le nuove tabelle dell’equo compenso comparse stamattina sulla Gazzetta Ufficiale, ed ecco, dunque, le cattive notizie che si portano dietro: se volessimo acquistare una nuovo telefono cellulare o anche un tablet -dispositivi che prima di questo cambiamento non era nemmeno tassato- dovremmo stare molto più attenti alla capacità di memoria del dispositivo stesso che andiamo a scegliere. Infatti, sembra che i rincari varino a seconda del GB di memoria, per esempio: su un telefonino che arriva fino a 8 GB, ci sarà un rincaro di 3 euro, 4 euro per una memoria da 8 a 16 GB, 4,90 dagli 16 ai 32 GB e 5.20 euro per tutti quei dispositivi che hanno una capacità di memoria superiore. Anche i televisori con registratore integrato subiranno la doccia fredda del rincaro, con una tariffa corrispondente a 1 cent per ogni gigabyte di memoria. Le tabelle, inoltre, prevedono anche questo: un mantenimento della tassa sulle chiavette usb (circa 10 centesimi per ogni GB, con il massimo fissato a 9 euro), un rincaro di 5 euro per le schede di memoria dei computer e di 5,20 sull’acquisto di computer stessi. In calo le tasse per i dvd vergini, probabilmente ciò è dovuto al grosso calo di acquisti che stanno subendo, si passerà dai 41 centesimi a circa 20 centesimi di euro.

L’equo compenso è stato previsto con il Decreto Legislativo del 9 Aprile 2003, in tutela dei diritti d’autore, ed è stato aggiornato nel 2009. Questa nuova manovra prevede, però, un raddoppiamento dei prezzi rispetto all’aggiornamento del 2009. Le nuove tariffe sono state stabilite dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e presentate, appunto, oggi sulla Gazzetta Ufficiale. Molto probabilmente, come tutti temiamo, questi rincari sulle tasse andranno ad influire sui prezzi dei beni, perché saranno poche le aziende che vogliono e che sono in grado di assorbirli. Con questa nuova ventata, inoltre, si riapre il dibattito che spesso aleggia attorno a questo Decreto, in quanto ormai moltissimi preferiscono acquistare la musica direttamente in formato digitale o addirittura ascoltarla in streaming e va sempre diminuendo la percentuale di persone che fa una copia del materiale acquistato. La logica consisteva - e consiste ancora-  nel tassare qualsiasi dispositivo con una memoria un minimo consistente ma, a quanto pare, sono sempre di meno le copie private di materiale coperto da copyright. Dunque che senso ha ancora questo Decreto?, si chiedono in molti. 



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COMMENTI
08/07/2014 - basta! (Massimo Meneghin)

tassare la potenzialità è un vero e proprio mostro giuridico e fiscale!