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Ces Las Vegas 2016/ Internet delle Cose o delle persone?

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Las Vegas  Las Vegas

Nei suoi scritti l'autore si domanda se siamo consapevoli che stiamo rendendo pubblici e condividendo una marea di dati personali di cui un tempo eravamo gelosi e che una volta in rete non sono controllabili e possono avere risvolti inattesi. La nostra privacy viene poi annullata dall'uso intensivo e senza confini non solo dei social network, ma anche delle informazioni che condividiamo all'interno dei vari sistemi (smartphone, elettrodomestici, automobili, etc). Ma stiamo andando anche oltre. Stiamo delegando a Internet of Things la soluzione dei nostri problemi. Si sta diffondendo l'idea che quello che non era possibile fino a ieri, lo sarà domani grazie a IoT. L'idea che il più bravo cardiochirurgo al mondo possa operare in remoto attraverso la tecnologia e salvare vite umane ha un valore immenso. E vorrei essere chiara, non desidero un mondo che cammina all'indietro.

Mi domando, soltanto, se tutto quello che stiamo inventando sia "buono" per definizione o debba essere valutato al di là dell'entusiasmo che genera ogni scoperta. Il mondo che in certi film degli anni Novanta o Duemila ci sembrava angosciante (Terminator) o lontanissimo (Minority Report) oggi bussa prepotentemente alle nostre porte. Anzi, è già entrato. "Dalle start up con idee innovative - ha dichiarato Gary Shapiro - fino alle tecnologie che percepiscono i nostri bisogni prima di noi, le innovazioni svelate questa settimana al CES miglioreranno la vita". Onestamente, che la tecnologia percepisca i miei bisogni prima di me è una prospettiva che mi inquieta e credo che il nostro domani abbia un disperato bisogno di etica affinché le scelte siano consapevoli. La vita migliore di domani non può prescindere dalla centralità dell'uomo, con buona pace di IoT.



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