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SUD/ Da napoletano dico: leggi speciali e un commissario contro lo "Stato abusivo"

La situazione socioeconomica delle regioni meridionali richiede l’utilizzo di una legge speciale per far sì che il senso dello Stato diventi un obbligo e non sia più un optional

direzione_sud_R375.jpg(Foto)

Una legge speciale per il Sud: ecco quello che s’impone, a chi voglia esaminare con sguardo sereno ma lucido la situazione socioeconomica delle regioni meridionali: Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise, Sicilia e Sardegna. Una legge speciale che permetta una gestione sostanzialmente commissariale - naturalmente provvisoria: diciamo cinque anni - di un grande programma di infrastrutturazione e investimenti produttivi capace di creare occupazione stabile e competitiva in un’area dove quarant’anni di intervento pubblico affidati alla gestione democratica ordinaria hanno prodotto peggio che nessun risultato: hanno alimentato la delinquenza organizzata e lasciato popolazioni e aree in condizioni miserevoli.

 

La tragedia di Messina ne è l’ultima e inequivocabile riprova. In quelle regioni, e a dispetto delle poche e pur encomiabili eccezioni, lo Stato semplicemente non c’è. O se c’è è vilipeso, sbeffeggiato, ignorato. Potrebbe sembrare una semplificazione massimalista, eccessiva perfino per i più accesi detrattori del Sud e dei costumi socio-politici meridionali che militano nelle file della Lega Nord. Ma purtroppo non è così.

Il senso dello Stato, nel Sud Italia, è davvero troppo debole o troppo confinato in nicchie di eccellenza socio-culturale talmente piccole da non riuscire a permeare il sistema. La piaga dell’abusivismo edilizio ne è la riprova più solare, più imbarazzante, più assurda: interi quartieri costruiti senza uno straccio di permesso, senza piani regolatori, senza norme di sicurezza, fonti continue di morti bianche, origini perenni di incidenti, crolli, smottamenti. Il tutto, alla luce del sole, nell’indifferenza connivente di un sistema pubblico paralizzato quando non del tutto assente, anche sul piano strettamente fisico.

Ragioniamo: come possono venir su interi quartieri abusivi, com’è accaduto a Pianura o a Secondigliano a Napoli o a Messina? Solo a patto che per mesi e mesi vigili urbani, poliziotti, carabinieri, impiegati comunali, amministratori locali e politici nazionali, transitando davanti alle aree in costruzione, abbiano voltato la testa dall’altra parte! Ed è esattamente quel che è sempre capitato, laggiù, per l’oggettivo prevalere dell’“antistato” rispetto alle leggi e a chi dovrebbe farle rispettare.

Il senso del diritto e del reato, il senso della legge, del lecito e dell’illecito, è in quelle regioni diffusamente intorpidito, anestetizzato, quasi cancellato da decenni di trasgressioni impunite. Pensare che questo stato di cose ormai endemico, ormai penetrato nei riflessi sociali automatici di quelle popolazioni possa cambiare per vie legislative ordinarie, è peggio che ingenuo, peggio che velleitario: è da pazzi, o da collusi.


COMMENTI
11/10/2009 - Leggi speciali, forse, commissariamento si ma... (forno lodovico)

Gentile Zaccheo, commento il suo articolo perchè dire la propria su di un argomento come questo, dei malanni del nostro sud italia, chiama a raccolta il senso più profondo della dignità propria e del senso di responsabilità che si sente di avere come uomo di questa era post moderna. Si potrebbe trovare l'eco di problemi che nel passato hanno radicalmente richiamato dalle viscere più interne del proprio essere, il grido: no così non si può vivere! Come si è sentita l'umanità chesso davanti allo schiavismo, o alla dittatura più abbietta. Io sono d'accordo sull'affronto radicale da lei proposto con questa unica correzione. L'italia governata dal centro sembra procedere come una vettura guidata da un ubriaco, questo perchè (e lo si intravvede da un gustoso articolo su "il foglio" nella rubrica andrea's version, a commento della vicenda Corte Costituzionale- Lodo Alfano) il centro stesso è il suo apparato più ingessato, forse sarebbe giusto dire mummificato e più autoreferenziale. No io commissarierei ogni regione del sud nominando come commissario il governatore di una regione del nord. La cosa la si potrebbe fare facendola passare come una sorta di "gemellaggio". Si potrebbe assistere al miracolo di vedere i calabresi imparare dai veneti quel miracolo di sviluppo prodotto da questi nel dopoguerra, stato malgrado. Cordiali saluti Lodovico Forno