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I purtitanti, gli “smutandati” e le donne. Note a margine dello scontro.

domenica 6 marzo 2011

Laura Montedoro ha mandato,subito dopo la manifestazione del 13 febbraio 2011, questa lettera per denunciare quella che ritiene una mistificazione di quanto avvenuto nelle piazze italiane e per esprimere la propria critica alla attività del governo e ai comportamenti del Premier Berlusconi.

 

In queste settimane assistiamo ad una contrapposizione sempre più aspra tra presunti, pericolosissimi, puritani- moralisti-giacobini e paladini del liberalismo e pur’anche (udite udite!) del perdono cristiano.

E’ evidente che in questa rappresentazione della realtà è in atto una pesante mistificazione di quanto è avvenuto nelle piazze italiane che, piaccia o no, è stato straordinario.

 

Una sintesi piuttosto prossima al vero è che una parte del paese è antigovernativa ed è scesa in piazza in centinaia di migliaia a chiedere a gran voce le dimissioni del Capo del Governo (attiva da mesi: non dimenticherei infatti le mobilitazioni anti-Gelmini); e una parte del paese è filo-governativa e difende le azioni del Cavaliere, sempre e comunque.

 

Dunque, nulla di strano, si potrebbe dire. E invece no.

La parte antigovernativa avrebbe la grave colpa di esprimere un giudizio circa l’idoneità del proprio Premier a svolgere adeguatamente la sua funzione di presidente del Consiglio; di più: osa chiedere addirittura il rispetto della legge, la difesa della Costituzione e il decoro dell’immagine pubblica del leader del Paese, e per tale motivo può essere liquidata come una massa vergognosa di odiatori professionali (e poi, in ordine sparso: comunisti, moralisti, giustizialisti, incoerenti, bacchettoni, spioni, squadristi, ecc., ecc.).

 

Con probabilità piuttosto alte, all’interno di questo dissenso vi è anche un bilancio assai critico sull’azione politica di questo governo, ben oltre l’indignazione per il quadro emerso dalle intercettazioni di queste settimane che, in ogni caso – ben al di là del seguito giudiziario – porta in luce un lato oscuro quanto meno imbarazzante per un uomo pubblico; intercettazioni, che – vale la pena ricordarlo – sono cominciate con una improvvida telefonata dello stesso Premier in una Questura milanese.




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