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USA/ La riforma sanitaria: un trionfo di Obama o il frutto della crisi?

lunedì 28 dicembre 2009

In linea generale, la Camera si è dimostrata più generosa, ad esempio prevedendo sussidi stimati a 574 miliardi di dollari contro i 336 del Senato, sempre nel decennio. Anche l’estensione di Medicaid, la copertura pubblica per gli indigenti, è più ampia nella proposta della Camera. Diversa è anche la fonte di finanziamento della riforma: il testo della Camera prevede una sopratassa per i redditi più alti che non appare in quello del Senato, in cui si parla di una tassa sulle polizze con premi elevati.

 

Entrambi i testi, poi, prevedono centinaia di miliardi di tagli nei pagamenti a dottori, ospedali e simili che si occupano di pazienti nello schema Medicare, quello per gli anziani, particolarmente alle compagnie di assicurazione private.

 

Inevitabilmente, i settori interessati sono entrati in agitazione, anche se non sembrano interessati ad affossare la legge, ma a renderla meno restrittiva o dannosa per il loro affari. Il costo complessivo della riforma e il peso maggiore assunto dallo Stato preoccupa molti; in effetti, una delle differenze tra i due progetti è che al Senato è previsto l’intervento di società di assicurazione non profit sotto il controllo dell’autorità pubblica, mentre alla Camera viene dato peso esclusivo ai piani pubblici.

 

Un’altra critica viene dalla prestigiosa clinica Mayo, che ritiene negativa una riduzione dei costi senza tener conto della qualità degli interventi, mentre un altro punto non risolto, ritenuto fonte di elevati costi, è quello della negligenza e degli errori dei medici, con conseguenti onerose cause legali.

 

La copertura o meno dell’aborto con fondi federali rimane uno dei punti ostici. Il testo della Camera esclude decisamente che gli aborti possano essere coperti da fondi federali (Emendamento Stupak-Pitts), mentre in quello del Senato sono previsti dei limiti, ma non così stretti. Su questo punto, la Conferenza Episcopale americana si è già espressa criticamente.

 

Attorno a questo problema si svolgerà in particolare il confronto/scontro tra Democratici progressisti e quelli conservatori, ma per quanto difficile un accordo dovrà essere raggiunto. Altrimenti si rimetterà in gioco l’opposizione Repubblicana che sostiene, sulla base di vari sondaggi, che questa riforma viene rifiutata dalla maggioranza degli americani.




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