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BOFFO/ Feltri, ora scrivilo in “prima”: hai preso una solenne cantonata

Subito dopo le dimissioni di Boffo - ma per la verità, anche prima - Feltri ha iniziato una graduale, impercettibile (o quasi) correzione di rotta, imposta dalla verità dei fatti. Lo spiega Augusto Lodolini

feltri_sedutoR375.jpg(Foto)

Mai dire mai! E mai mi sarei aspettato di vedere Vittorio Feltri impegnato in un’operazione di “chiarificazione” così contorta da ricordare la disinformacija di stampo sovietico. Mi riferisco all’editoriale di sabato scorso nel quale Feltri dichiara di voler chiarire la situazione, visto che “l’orchestra dei media” ha “ribaltato il bambino nella culla” per dare torto a lui e al suo giornale. Lo fa in sei punti, che vale la pena di discutere.

In un primo punto, Feltri si chiede cosa ci sia di tanto “scottante” nel fascicolo di Boffo da aver tenuto lontani i giornalisti per tutti questi anni, tranne Panorama che pubblicò la notizia (pare di capire che anche Libero, diretto dallo stesso Feltri, si tenne alla larga) e accusa anche il Gip di Terni di aver nascosto “le marachelle” di Boffo, impedendo l’accesso dei giornalisti al fascicolo. Quindi “è normale sospettare vi siano cose imbarazzanti”. La certezza delle prime ore su fatti acclarati è diventata ora un semplice sospetto di possibili cose imbarazzanti.

Un lungo secondo punto è dedicato alla difesa della decisione di pubblicare “la minima documentazione, cioè il decreto di condanna penale accompagnato da una breve spiegazione su un foglio”. Feltri si guarda bene dal precisare che questo documento era tanto probatorio da essere pubblicato da Avvenire come elemento di difesa: si tratta di un documento del tutto anonimo con riferimento a fatti non presenti nel decreto e giustamente qualificato da Boffo, e non solo da lui, una “patacca”. Tuttavia, questo “documento” è la base delle accuse rivolte a Boffo.

Feltri sostiene anche che proprio il “finimondo” provocato dalla pubblicazione di questa “notizia vera” ne dimostra il “grande interesse pubblico”. Mi sembra una esilarante inversione tra causa ed effetto: pubblicare la notizia (falsa) di una relazione omosessuale del direttore del quotidiano della Cei con il marito della signora molestata telefonicamente poteva forse destare indifferenza?

Nel terzo punto il Nostro la butta in politica, immaginando cosa sarebbe successo se si fosse trattato di un politico del centrodestra, ma Boffo è uno di sinistra, ecco perché lo difendono, e si meraviglia di essere attaccato anche da esponenti della maggioranza. In realtà chi ha seguito attentamente la direzione di Boffo dell’Avvenire in tutti questi anni sa bene quanto sia stata improntata alla massima correttezza.

Già che c’è, Feltri cita il Papa per accusare i vescovi (ma, precisa, non tutti) di aver salvato peccatore e peccato e di dare addosso a chi “il peccato ha riferito”. Credo i vescovi si siano mossi per l’accusa di relazione omosessuale con un uomo sposato. Il punto è che tale relazione non c’era, e non essendoci il peccato, i vescovi hanno assolto anche il peccatore. E per le molestie hanno dato credito alla versione di Boffo.

Anche nel quarto punto Feltri difende Berlusconi: come, su quest’ultimo si può sparare perché uomo pubblico e su Boffo, “portavoce dei vescovi detentori di un potere immenso anche politico”, invece no?  E riafferma che il problema è che Boffo non ha criticato le scelte di governo, ma la vita privata di Berlusconi, proprio lui che tiene nascosta la sua “macchiata” condotta privata, non facendo vedere le carte che lo riguardano. Qui Feltri parla solo di molestie telefoniche, ma se le carte rimangono nascoste, aggiunge, “ forse non è una stupidaggine” come sostiene Boffo.

Feltri sembra dimenticare che la vera vita privata di Berlusconi come persona, e non come premier, è stata messa in discussione pubblicamente da sua moglie, due anni fa con la lettera a Repubblica in cui chiedeva pubbliche scuse e con quella di quest’anno all’Ansa, che ha costretto Berlusconi a una secca replica in un “Porta a porta”: «è una menzogna che io frequenti ragazze minorenni, Veronica si scusi e riconosca pubblicamente l'errore». Ma forse per Feltri tutto questo, e si tratta del nostro primo ministro, è una bazzecola in confronto a un caso, pur deprecabile, di molestie telefoniche.

Il quinto puntorappresenta l’apice della disinformacija. Feltri si difende sdegnato dall’accusa di aver dimostrato “ un certo disprezzo per i gay” e afferma di non aver mai espresso, nella sua lunga carriera giornalistica, “un giudizio negativo sugli omosessuali”. Piuttosto, aggiunge, “…un quotidiano cattolico della Cei (contraria a ogni pratica sessuale non ortodossa in base alle Scritture) può essere diretto da un signore eventualmente omosessuale? Su questo le eminenze sorvolano…” Eh no, caro Feltri! Le Eminenze non sorvolano su un bel niente, e Lei che nasconde le macerie sotto il tappeto.

Lei ha iniziato la sua campagna strillando a tutta pagina che il direttore di Avvenire era stato condannato per molestie telefoniche alla moglie dell’uomo con cui aveva una relazione, evidentemente omosessuale. Allora, Lei non usò il termine “eventuale”, ma un trionfante carta canta. Poi il Suo stesso giornale, ben custodite in articoli nelle pagine interne, ha cominciato a pubblicare le smentite. Nessuna coppia sposata, ma due fidanzati: si dirà, non è una grande differenza, soprattutto adesso che il matrimonio sembra essere un po’ in ribasso. Ma Lei al secondo punto dell’editoriale sostiene di aver ben accertato “ la fondatezza dei fatti”, e Le è sfuggito questo particolare, o faceva più notizia un cattolicone sfasciafamiglie e per di più “dell’altra sponda”?

Ma poi è caduta anche la questione dell’omosessualità, perché lo stesso Giornale ha dovuto ammettere che i rapporti sessuali di cui parlava il decreto erano quelli tra i due fidanzati, e gli amici del fidanzato, intervistati, si sono fatte quattro risate all’idea che costui fosse gay. Pur con tutta la buona volontà, qui non si tratta più di imprecisioni: il termine esatto è falsità. Falsità che hanno coinvolto Boffo e il fidanzato e che hanno danneggiata ancor di più la ragazza, che oltre le molestie telefoniche si è vista attribuire un fidanzato che la tradiva, con un uomo. A questo punto a che servirebbe l’accesso al carteggio, a rendere pubbliche le molestie alla ragazza? E della sua vita privata non interessa a nessuno? O forse, viene il dubbio, interessa solo a Boffo.

Il sesto punto è l’unico su cui mi sento di convenire, dato che Feltri nega di essere un killer al servizio di Berlusconi. Forse Feltri è solo al servizio della sua megalomania che gli impedisce di ammettere di avere preso una solenne cantonata, per la quale hanno pagato diverse persone. Ma lui preferisce continuare a pubblicare insinuazioni, all’insegna del “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà”.

 

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COMMENTI
12/09/2009 - Boffo e feltri (manuela perotti)

per me ha ragione Feltri e il nocciolo sta nel voler dimostrare che non bisogna essere moralisti nei confronti dell'altro ma è necessario avere pietà per il peccatore ... il quale è uno che sbaglia come noi. Boffo ha dimostrato arroganza oppure ha ceduto nei confronti di chi voleva per forza che il suo giornale intervenisse con commento sulla vexata e pruriginosa questio del premier? Decidete voim ma per me hanno ragione Cossiga e il signorile direttore dell'Osservatore romano.

 
08/09/2009 - Dissenso (Adriano Ferro)

"...non voglio un Paese nel quale sia soffocata la voce di Santoro". Io vorrei, invece, che Santoro, se proprio vuole parlare (ma non ne vedo la necessità) lo faccia a sue spese e non a quelle del contribuente che paga il canone. Comunque, se fosse stato dato meno spazio a Mussolini non avremmo avuto il fascismo. I personaggi illiberali e antidemocratici vanno combattuti con tutti i mezzi che la democrazia consente.

 
08/09/2009 - Alla replica di Lodolini (GIOVANNI PIERONI)

Si continua ad alzare cortine fumogene, quando basterebbe, per tutto quello che non è oggetto di contenzioso,su cui volutamente non sono voluto entrare, affermare semplicemente di condurre uno stile di vita irreprensibile, considerando il ruolo rivestito.

 
08/09/2009 - Feltri... si difende... ma è troppo tardi! (mattia ventroni)

Feltri, cerca di ritrattare parzialmente, ma ormai è troppo tardi. Sicuramente ha ricevuto pressioni dal suo padrone per cercare di riparare anche se parzialmente il danno fatto. Perchè la Chiesa è importante per Silvio. E allora, vediamo il nostro presidente che cerca di riavvicinamenti. E' inutile che si vuole nascondere il pericolo di queste intimidazioni, querele, che comunque turbano la stampa, e creano quella tensione di cui non abbiamo bisogno! Io vorrei sentire parlare di riforme, possibilmente serie, non come quelle leghiste, e non di stampa, di querele a quotidiani, o delle vicende private di papi silvio. Credo che il nostro Primo Ministro non sia in grado in questo momento di assicurare un pieno sostegno alle famiglie, alle imprese, nonostante lui si proclami il superman della situazione. Berlusconi, è pieno di interessi personali, e non si può dire il contrario, quote mondadori, il giornale, mediaset con la relativa piattaforma premium, il milan, cioè quest'uomo ha molto in mano, perchè si vuol ribadire il contrario?Il premier ha capito, da dove vengono i voti, dai media... e ne profitta pienamente. Sogno un italia con un premier come Casini, che non sta a guardare destra o sinistra, ma guarda le famiglie,le imprese, cose concrete insomma. Mattia Ventroni

 
08/09/2009 - Diciamo meglio (spadon gino)

Una cantonata sì, ma su commissione

 
08/09/2009 - AAA. CERCASI LIBERTA' DI STAMPA (marta romano)

Siamo nel 2009.. Eppure, a sentire Berlusconi, la mente va al ventennio fascista! Il caso Boffo è qualcosa di più di un semplice “fatto”, è il principio di un progetto di omologazione, fortemente voluto dal premier Berlusconi. Chi non approva al 100% il suo progetto, è destinato a scomparire, ad essere un acerrimo nemico. L’abbiamo visto quando ha cacciato l’UDC dal PDL, perchè volevamo mantenere il nostro simbolo, la nostra identità, e continua a farlo oggi, costringendo alle dimissioni Boffo, che aveva accusato il premier di avere un comportamento poco istituzionale. Ma dove siamo finiti?? Io voglio essere sicura di poter dire la “mia”. Voglio essere libera, come dice Casini, di continuare a dissentire da Santoro, ma non voglio un Paese nel quale sia soffocata la voce di Santoro. Io voglio libertà di stampa. Marta

 
08/09/2009 - Costernazione (GIOVANNI PIERONI)

Faccio fatica a comprendere tutte queste espressioni di solidarietà da molta parte del mondo cattolico. A prescindere dall' andamento non chiaro dei fatti contestati e da tutte le strumentalizzazioni politiche, peraltro prevedibili, mi chiedo se sia saggio ritenere che la direzione del giornale dei vescovi italiani andava lasciata a qualcuno che a tutt' oggi non ha smentito condotte di vita in contrasto con gli insegnamenti fondamentali della chiesa cattolica. Gianni

 
08/09/2009 - Mistero Boffo (Adriano Ferro)

Ma il fatto che tutta la sinistra, compatta, si sia scagliata contro Feltri vi dice niente? Non è la prova che Feltri aveva ragione?

 
08/09/2009 - Il nocciolo della questione (Giovanni Passali)

"Credo i vescovi si siano mossi per l’accusa di relazione omosessuale con un uomo sposato. Il punto è che tale relazione non c’era, e non essendoci il peccato, i vescovi hanno assolto anche il peccatore." Invece no, Boffo non ha mai chiarito proprio questo punto. E i vescovi hanno difeso Boffo, non hanno mai detto (prudentemente) che le accuse sono una menzogna. Cosa peraltro difficile da sostenere, se pure il giornalista ed esponende del Pd Adinolfi afferma di averlo già scritto lui nel 2005, e che l'omosessualità di Boffo era cosa nota, ma taciuta. E questo rimane il cuore della questione: essendo nota l'omosessualità di Boffo, come hanno potuto i vescovi lasciare al suo posto il direttore del quotidiano Avvenire?

RISPOSTA:

Mi spiace molto, ma i commenti di Passali e Pieroni vanno contro la realtà dei fatti. Nel 2005, Adinolfi parlò solo del certificato penale, lamentandosi che la magistratura avesse impedito l’accesso all’intero carteggio, ma non facendo nessun accenno ad una presunta omosessualità di Boffo, dato infatti inesistente nel suddetto certificato. Solo dopo l’apparizione del documento anonimo, Adinolfi si è avventurato nell’affermare la “nota” omosessualità di Boffo. Credo che sia semplice onestà intellettuale affermare che finora, e tuttora, si fa riferimento solo a dei “si dice”, “è noto”, nascondendosi dietro un documento anonimo. E ribadisco che Boffo è stato accusato di avere molestato telefonicamente una signora sposata con il cui marito aveva una relazione sessuale. Tutto ciò si è dimostrato falso, e lo stesso Feltri è costretto a limitarsi alla condanna per molestie, di cui Boffo si è sempre dichiarato innocente, cosa ammessa anche dal magistrato. Così come ha respinto le altre accuse. Quello che rimane è “l’eventuale” per Feltri, e “ben nota” per Adinolfi, omosessualità di Boffo. Perché dovrei credere a questi due e non a Boffo? Che ha peraltro chiuso il caso con le sue sofferte dimissioni. Posso chiedere invece a Feltri perché, nonostante un paio di condanne per diffamazione, non si è ancora dimesso? O devo arguire che dagli ex compagni, oltre che la tecnica della disinformazione, ha imparato anche quella della doppia morale? Augusto Lodolini

 
08/09/2009 - Strepitoso! (Claudia Capitani)

Strepitoso. Già l'accostamento del titolo con quella foto di Feltri è notevole...l'articolo, poi - insieme a quello di Luigi Santambrogio su Libero il 30/08 - è il più bello (ma questo di oggi pure il più divertente) che abbia letto sull'argomento, rende bene l'idea di quanto siamo tutti un po' ridicoli ogni qualvolta tentiamo la scalata per l'onnipotenza...complimenti. Claudia