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TERREMOTO HAITI/ I torti e le ragioni di Bertolaso e della Clinton

domenica 31 gennaio 2010

 

Scorretta, perché Bertolaso non ha criticato gli Stati Uniti, ma la gestione dell’emergenza in loco, e non lo ha fatto dopo due giorni dal terremoto, ma due settimane dopo. E le critiche non riguardano in nulla la generosità degli americani, che, anzi, verrebbe vanificata dalla incapacità di gestire la situazione, come è stata tante volte, e scandalosamente, vanificata per queste ragioni la generosità degli italiani, non certo inferiore a quella degli americani. 

 

Significativa, perché la Clinton non ha contraddetto Bertolaso sui fatti, ma ha fatto l’indignata e l’offesa. Tanto da far pensare che la sua indignazione derivasse dalle aperte critiche fatte dal Nostro a Bill Clinton, che nell’occasione sembra essersi comportato, appunto, come un taglia nastri. E l’accenno al presidente indica un nervo scoperto dell’attuale Amministrazione, che teme il diluvio di contestazioni che sommerse Bush per la gestione del disastro Katrina. Data la situazione attuale di Obama, ci mancherebbe anche questo e Hilary mette le mani avanti.

 

Bertolaso ha criticato anche l’eccessiva ingerenza delle “stellette” e, stranamente, non è stato applaudito da tutti quelli che da noi sono pronti a protestare per l’uso dell’esercito in occasioni simili. Né si sono sentiti i castristi di casa nostra appoggiare le preoccupazioni di Fidel sulla cospicua presenza dei marines in un’isola alle porte di Cuba.

 

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