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CASO BOFFO/ Ma Feltri, a che gioco sta giocando?

domenica 7 febbraio 2010

Quando si è diffusa la notizia del pranzo tra Feltri e Boffo, credo che molti abbiano tirato un sospiro di sollievo, pensando che almeno una delle tante storiacce che ci affliggono fosse finita: Feltri, da galantuomo, si sarà scusato con Boffo, che avrà accettato le sue scuse, e poi si saranno messi a discutere come in un incontro normale tra due importanti giornalisti.


Troppo facile. Giovedì, infatti, Feltri torna sul caso con un editoriale, non proprio lineare, in cui ribadisce di avere pubblicato una notizia vera, quella della condanna per molestie, e mette in secondo piano la famosa “informativa” sui rapporti omosessuali di Boffo, rivelatasi successivamente, dice Feltri, una bufala.

 

La realtà è che questo documento anonimo, pubblicato immediatamente dallo stesso Avvenire, risultò da subito non avere alcuna attendibilità. In modo del tutto sconcertante Feltri continua sostenendo la non incidenza della questione dell’omosessualità «perché le preferenze sessuali non sono reato».


Mi dispiace, ma qui Feltri è decisamente scorretto. Nella versione del Giornale, la condanna per molestie e l’accusa di omosessualità non erano separate, dato che si sosteneva che Boffo era stato condannato per aver molestato la moglie dell’uomo con cui aveva una relazione omosessuale.

 

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COMMENTI
09/02/2010 - Il mal minore è sempre buono. (claudia mazzola)

Sarà che Feltri ama per quanto è amato? Ebbene io lo seguo da tanti anni, almeno sappia che c'è qualcuno che lo ama lo stesso.

 
08/02/2010 - ma quaest'uomo AMA? (Gennaro Devoti)

Feltri a me non piace (parere personale) tantomeno il suo volto la sua arroganza dettata non so da chi... la sua impreparazione per il ruolo che ricopre... il suo giornale vende poco, tranne a chi ama le cettiverie gratuite. Allora diamogli meno spazio lasciamo che lo legga chi la pensa come lui. io e me ne rammarico è una persona che non stimo , in quanto non conosce il sentiimento della Pietà e della Carità. Per il resto lasiamolo ciarlare da solo e che da solo rifletta sulle sue opinioni che restano tali e non avranno alcun spazio nell'Universo sia dei media che in un altro.