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LIBIA/ Gli affari, gli interessi, il fattore Cina: quale futuro per le imprese italiane?

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La contropartita economica rappresenta il secondo livello, con investimenti notevoli da parte di imprese italiane, in prima fila ovviamente Eni, che rappresenta la maggiore compagnia petrolifera in Libia e per la quale il petrolio libico è parte non indifferente della sua produzione. Altre grandi imprese operano nella Jamāhīriyya, come Snam Progetti, Saipem, Edison, Technimont,Telecom, Finmeccanica, Sirti, Impregilo, Iveco, Techint, per citarne alcune.

 

Accanto a questi grandi gruppi cominciava ad espandersi anche la presenza di PMI italiane, con la importazione libica di macchine utensili e i numerosi progetti nell’edilizia e nelle infrastrutture. Importante stava anche diventando la partecipazione italiana alla formazione professionale di personale libico. Il terzo livello è dato dalle partecipazione delle finanziarie libiche in aziende italiane, tra cui spiccano il più del 7% in Unicredit e quella, pur ben diversa, nella Juventus, cui si aggiungono  quote non secondarie per esempio in Retelit e nella tessile Olcese.

 

Tutto a rischio come farebbe pensare l’andamento di Borsa? Nel breve termine, i pericoli sono gravissimi, perché i disordini, o addirittura la minacciata guerra civile, mettono a repentaglio i nostri investimenti nel Paese e, di conseguenza, i bilanci delle imprese coinvolte. Ma la nostra economia è minacciata anche per un altro verso, e cioè dalla probabile nuova ondata di profughi, questa volta non solo dall’africa subsahariana, ma anche dalla Libia stessa. Se sono chiari i risvolti umanitari e di ordine pubblico, non deve essere dimenticato l’impatto negativo sulla nostra già non fiorente economia.

 

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COMMENTI
24/02/2011 - Occhio alla delocalizzazione! (Adriano Sala)

Gli sconvolgimenti recenti nei paesi arabi dovrebbero far riflettere sui rischi della delocalizzazione. Fatti analoghi in Cina, in Vietnam, in Balgladesh, in Serbia, il petrolio alle stelle, penalizzerebbero le delocalizzazioni attualmente tanto esaltate.