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ELEZIONI/ Bonino va in pensione e Grillo va alla guerra

Emma Bonino mette in forse la propria candidatura e la presenza di una lista Radicale alle elezioni; Beppe Grillo impone la legge marziale al suo movimento. Il commento di AUGUSTO LODOLINI

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In tempi in cui si fa un gran parlare di antipolitica, di astensionismo, del “fenomeno” Grillo, e via dicendo, mi sembra interessante quanto detto da Emma Bonino, esponente storica di un altro movimento di protesta, poi diventato Partito Radicale, che ha dominato per molti versi la scena politica italiana con le sue battaglie, dentro e fuori il Parlamento.

Nell’intervista di lunedì a Radio Radicale, la Bonino ha messo in forse la propria candidatura alle prossime elezioni: “Dopo 35 anni non ritengo indispensabile rimanere nelle istituzioni, personalmente posso inventarmi anche altro.”; il che ha fatto parlare qualcuno di “auto rottamazione”, anche se sarebbe più appropriato parlare di una meritata pensione. Va comunque dato atto alla senatrice di aver almeno posto il problema, normalmente accantonato dalla nostra gerontocrazia politica.

Il punto più interessante è però un altro, la domanda che Emma Bonino pone sulla opportunità di presentare una lista Bonino – Pannella alle prossime elezioni: “Faccio una considerazione più generale sulla presenza dei Radicali alle elezioni. Anche i cittadini si sono abituati a darci per scontati, perché sembra che viviamo d'aria, siamo una strana stirpe che c'è comunque, e garantisce comunque una voce di legalità. Vedo il rischio, insomma, dell'ennesima riproposizione di un'offerta, quella Radicale, sulla quale non so neppure se ci sia una domanda.

E continua: “Se una domanda c'è, chiedo che si espliciti, che si faccia viva. Ad oggi, con tutte le nostre battaglie, e anche con i nostri risultati, continuiamo ad essere 1200 iscritti in tutta Italia.” Come è stato fatto notare, traspare l’amarezza di chi si sente incompreso, magari all’interno dello stesso proprio movimento. Non manca però la denuncia della politica, quella “sporca”, che, con l’anticipo delle elezioni, rende pressoché impossibile al suo gruppo raccogliere le firme necessarie per la presentazione della lista.

Tuttavia, la domanda della Bonino rimane valida e credo dovrebbero porsela tutti i partiti che si preparano baldanzosamente alle prossime elezioni, per recuperare il senso profondo per sé e per la collettività della loro partecipazione. Invece, pare che non abbiano dubbi e si sentano chiamati a gran voce dal popolo o addirittura dal destino, insensibili al rischio di essere considerati “scontati”, cioè non degni di attenzione. Eppure, un politico non è autosufficiente, anche se forse si illude di esserlo all’interno del Palazzo, ha bisogno di voti, di consenso e di stima.