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FINANZA/ Perché il Financial Times mette "zizzania" tra Draghi e Monti?

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Tutto senz’altro vero, come è stato ribadito in numerosi e diversi articoli su queste pagine. Tuttavia, non è irrilevante che il riconoscimento venga dal Regno Unito, che è fuori dall’Eurozona, e da un giornale come il FT, che non dà notizie, ma “manda messaggi”, come scrive Mauro Bottarelli.

La notizia, come riporta in un suo articolo Paolo Annoni, segue di poco una stroncatura dell’altro Super Mario nella Lex column, mitica rubrica del Financial Times, in cui, sotto il titolo “Not so super Mario”, si attaccava duramente l’operato del governo Monti. Sembrerebbe perciò una precisa scelta tra i due, sulla quale sarebbe bene riflettere.

In attesa che lo facciano gli esperti, io avanzo alcune ipotesi da sottoporre a verifica degli stessi. La prima è che non è un problema di nazionalità, né di status, perché sotto questo profilo i due Mario sono abbastanza simili. Monti però gioca in Italia, è quindi italiano a tutti gli effetti, mentre Draghi è in Europa e in una posizione nevralgica, poco importa quindi se è italiano.

Secondo, la posizione di Draghi come presidente della Bce è molto diversa e spesso contrastante con quella della Bundesbank, e da questa contrastata. Non vi è dubbio che Regno Unito e Germania siano schierati su fronti avversi, non solo sulla concezione di Europa, ed è quindi pensabile una maggiore “simpatia” nei confronti di Draghi.

Oltretutto, mentre Monti è decisamente “europeo” e come Commissario europeo si è spesso duramente scontrato con finanza e industria anglosassoni (basti ricordare la vicenda Microsoft), Draghi è sempre stato “anglosassone”, dai tempi del Britannia fino alla sua permanenza in Goldman Sachs.

La banca d’investimento americana è ormai diventata una specie di “convitato di pietra” in tutte le vicende finanziarie, tanto che i più estremisti la definiscono l’unico vero potere mondiale. Tuttavia, proprio la Goldman Sachs si è recentemente espressa in termini stranamente “benevoli” sulla situazione economica italiana, il che significherebbe una diversa valutazione rispetto a quella del giornale inglese.

Maurizio Belpietro, tempo fa su Libero, consigliava a Berlusconi, o ipotizzava come possibilità non recondita, una sostituzione di Monti con Draghi. In fondo, nell’intervista al Financial Times, Draghi afferma che è necessario continuare sulla via dell’austerità per non gettare via tutti i sacrifici fatti finora.