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MANI PULITE/ C'è un filo rosso che lega il Pio Albergo Trivulzio a Mario Monti?

Antonio Di Pietro (InfoPhoto)Antonio Di Pietro (InfoPhoto)

Chi ha vissuto come me quei tempi, né da inquirente né da inquisito, ricorderà la sbornia giustizialista che imperversava nel Paese, con condanna di massa per politici e imprenditori. Confesso che in un primo momento ne fui preso anch’io, perché la corruzione sembrava veramente soffocare tutto. Poi, mi resi conto che i nostri giudici assomigliavano sempre più a dei Robespierre e dei Saint-Just in sedicesimo, che usavano procedure spicce e media compiacenti invece della ghigliottina. Non vi fu però nessun Termidoro, ma l’arrivo di Berlusconi e del suo “partito di plastica”, come lo chiamarono i suoi detrattori.

Nei dibattiti di questi giorni si è ricominciato a discutere se Mani Pulite salvò volutamente l’ex Pci e la sinistra democristiana. In uno di questi dibattiti, a La7, Di Pietro ha affermato che ciò è falso, anzi che i primi a essere indagati furono proprio esponenti di sinistra. Cosa vera, ma il punto è che quei processi non andarono avanti e una dirigenza post, ex, già, scegliete voi il prefisso, comunista si presentò baldanzosa alla testa di una sinistra sicura di vincere le elezioni del 1994. 

Fu proprio Berlusconi a impedire il trionfo della “gioiosa macchina da guerra”, secondo la definizione di Achille Occhetto, ultimo segretario del vecchio Pci prima che, nel 1991, cambiasse nome in Pds, sempre con Occhetto segretario. Anche qui la semantica è importante. Le elezioni del 1994 dovevano essere il coronamento della lunga marcia del Pci iniziata nel 1948, con le elezioni perse in aprile dal Fronte Popolare (comunisti e socialisti insieme) e la decisione di Togliatti di bloccare ogni tentativo insurrezionale dopo l’attentato di cui fu vittima nel luglio dello stesso anno. L’aggettivo “gioiosa” era quindi appropriato, ma quella del già Pci rimaneva comunque una poderosa macchina da guerra, anche se ormai solo organizzativa.

Cos’era però questo nuovo Pci? La “fratellanza” con Mosca era stata cancellata dal crollo dell’Unione Sovietica, senza forse rimpianti, ma senza neppure pentimenti, e le teorie comuniste erano state messe in soffitta, con il risultato che una consistente minoranza era uscita a sinistra con Rifondazione Comunista. Violando così un radicato tabù del Pci, che imponeva di non avere nemici a sinistra, e qualche risultato di questa violazione la si vede oggi nelle primarie del Pd. 

Una vera transizione a un partito socialdemocratico di tipo europeo non è avvenuta, non a caso, visto che per molti vecchi comunisti il termine socialdemocratico è stato per lungo tempo un’offesa sanguinosa, nel senso letterale in Unione Sovietica. E infatti, l’ultimo nome scelto ha assonanze americane: Partito Democratico.