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EVASORI/ Cosa nasconde la caccia all'"untore" di Napolitano?

Giorgio Napolitano e Mario Monti (Foto: Infophoto)Giorgio Napolitano e Mario Monti (Foto: Infophoto)

Dice Napolitano: “speculatori ed evasori fiscali portano avanti logiche asociali e di disprezzo del bene comune e non meritano di essere associati alla parola Italia”. Giustissimo, Presidente, ma sarebbe il caso di sentire chi gli italiani considerano disprezzatori del bene comune, perché potrebbe esserci qualche sorpresa, soprattutto in questo periodo di accese discussioni sul finanziamento pubblico dei partiti, sui costi della politica e degli apparati burocratici, e di raffronti con gli altri Paesi del costo delle istituzioni statali, compresa la Sua.

Il bene comune dovrebbe essere lo scopo primario di queste istituzioni, dei politici, dei magistrati, dei funzionari pubblici, non a caso definiti dagli inglesi civil servants. Si è mai chiesto, Presidente, perché tutti costoro sono nella parte bassa delle classifiche di apprezzamento degli italiani? Lei è al Quirinale da ormai sei anni, in politica da quando aveva vent’anni ed è entrato in Parlamento nel 1953, a ventotto anni. Non si sente un po’, almeno un po’, responsabile del caos in cui ci troviamo? Sempre e solo colpa degli altri?

Lo stesso discorso vale per il Mario Monti, che non è stato catapultato sulla poltrona di Presidente del Consiglio da una catena di montaggio in fabbrica, ma che è stato messo lì perché ritenuto in grado di tirarci fuori dal guado, con il suo governo “parapolitico” o “amministrativo”, come altri lo definiscono. Certo, questo governo è in carica solo da qualche mese, ma i suoi componenti sono stati, per un verso o per l’altro, coinvolti nella gestione della cosa pubblica, responsabili per la loro parte della situazione in cui siamo. O solo noi, “persone comuni”, dobbiamo sentirci responsabili e chiamate a pagare?

Non si tratta evidentemente di difendere l’evasione fiscale, che deve essere combattuta, ripeto, con molta serietà e rispetto delle regole, in primo luogo da parte degli organi dello Stato, e su questo c’è molto da discutere. I proclami contro i “sabotatori” e i “nemici del popolo” sono tipici di regimi che vogliono nascondere i propri fallimenti. Presidenti, cosa state cercando di dirci, che non avete nessuna idea di come tirarci fuori dai guai e che usate la caccia all’evasore come exit strategy? Mi spiace, ma se fosse così, lasciate perdere, non funziona più.

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