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VERTICE FIAT/ Perchè l'incontro fa felice Marchionne ma non il governo?

Monti e Marchionne (Foto: Infophoto)Monti e Marchionne (Foto: Infophoto)

Questa eccellenza, che tanto ha aiutato Marchionne nell’impresa con la Chrysler, non è proprietà esclusiva della Fiat e va difesa a tutti i costi, non necessariamente con denaro pubblico, ma con una decisa azione del governo per favorire tutte le collaborazioni a livello di ricerca e scientifico che renda controproducente spostare questi centri di eccellenza. Con maggiore convinzione e minori pastoie di tutti i tipi, non dovremmo temere la concorrenza di un MIT o simili. Ed è significativo che questo invito sia stato anche inviato alle due controparti dalla Cisl di Bonanni.

L’esito dell’incontro è senza dubbio negativo per tutti quei lavoratori il cui futuro dipende dalla permanenza della Fiat così come è ora, cioè da una cosa che si è ormai rivelata impossibile. C’è da sperare che sia stata la discussione di questo tema a rendere cosi lungo l’incontro, anche se non se ne fa cenno nel comunicato. Sarebbe immorale dare per scontato che il problema riguarda solo i lavoratori e le loro famiglie, anche se è ciò che capita tutti i giorni nel caso di lavoratori autonomi e di dipendenti di piccole imprese.

Se, da un lato, non si può pretendere che la Fiat tenga aperti stabilimenti non competitivi, dall’altro non si può neppure lasciare che se ne lavi completamente le mani; né si può pensare di risolvere tutto con la cassa integrazione a oltranza. Su questo sarebbe sì opportuno un gruppo di lavoro congiunto, in cui governo e Fiat cercassero le soluzioni meno dolorose per tutti, mettendo a confronto le proprie strategie industriali e attuando tutte le sinergie possibili.

Sono convinto che Marchionne abbia le idee abbastanza chiare sul cosa fare. Per quanto riguarda l’esecutivo, i precedenti governi hanno abbondantemente dimostrato di non sapere neppure cosa significhi avere una strategia, non solo industriale. Spero che l’attuale governo dimostri presto di averne una.

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