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SPILLO/ Italia tra forconi, profumi e balocchi

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Mi pare che da allora la questione sia stata accantonata, anche se ieri il governo si è espresso su un altro punto collegato, dichiarando che verrà eliminato il finanziamento politico dei partiti. Visti i precedenti, molti si ricorderanno del vecchio detto ” passata la legge, trovato l’inganno”.

Il problema dei costi della politica rimane perciò decisamente rilevante e non riguarda solo il Parlamento, ma tutta la nostra struttura politica, dal Quirinale giù fino ai comuni. Senza tante commissioni, basta Wikipedia per accorgersi della nostra completa anomalia rispetto ai partner europei, e non solo. Un buon argomento offerto ai Paesi che si autodefiniscono “virtuosi” per negarci la loro pelosa comprensione.

La questione dovrebbe essere centrale per i nostri parlamentari, al pari della riforma del nostro bicameralismo perfetto, dell’articolazione dei poteri tra Stato e Regioni, della revisione delle strutture territoriali, problema che non si ferma certamente alle Province. Tutti provvedimenti in cui è centrale il Parlamento e non il Governo.

I nostri parlamentari, invece, non solo sembrano continuare ad interessarsi soprattutto dei loro profumi, ma passano un gran tempo a disquisire sulle “marche”, con le continue diatribe sui vari leader e leaderini dei frammenti di quelli che un tempo si chiamavano partiti.

Vale la pena di tornare al testo della vecchia canzone, quando alla fine la bambina sta morendo e la madre corre a svuotare la vetrina dei balocchi e li porta alla figlia, che però muore: “Mamma senza la sua bambina, il capo suo reclina, triste su quei balocchi piange la mamma pentita stringendoli al cuor.” Sentimentale e fuori dai nostri tempi?

Certo, è un testo che ha più di ottant’anni, scritto all’inizio di una crisi epocale, come la Grande Depressione. Ma i nostri politici farebbero bene a tenerlo presente. Perché se la bambina “Esile agonizza…. vuole toccare quei balocchi, ma il capo già reclina e già socchiude gli occhi”, gli italiani prima di socchiudere gli occhi prenderanno i forconi. Anzi li hanno già presi.

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