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SIRIA/ Quale fine per i cristiani?

Assad con Kofi Annan (Infophoto)Assad con Kofi Annan (Infophoto)

In questo drammatico quadro, qual è la situazione dei cristiani? Può essere d’aiuto quanto scrive Gregorio III Laham, Patriarca greco melchita cattolico, nella sua lettera ai fedeli per la Quaresima. La descrizione è tragica: decine di chiese distrutte o abbandonate, numerose scuole cattoliche evacuate, un migliaio di cristiani uccisi.
Sono le condizioni in cui si trova buona parte della Siria, soprattutto le zone in mano agli oppositori, distrutte dai combattimenti e poi bombardate dall’esercito lealista. Il Patriarca continua descrivendo le tragiche condizioni in cui vivono i milioni di siriani profughi nel loro Paese, senza alloggi, lavoro, sostentamenti, dentro la crisi economica che attanaglia sempre di più la Siria. Tutte le Chiese siriane si sono unite per portare soccorso ai tanti che ne hanno bisogno, cristiani e musulmani, e pressante è l’invito perché anche dall’estero arrivino contributi. 
Il Patriarca di Antiochia ricorda nella lettera come proprio ad Antiochia per la prima volta fu usato il termine di “cristiani”, riconosciuti per come si amavano tra loro, e il Patriarca lancia un accorato appello alla solidarietà cristiana, ma anche islamo-cristiana, perché “il fine è di servire la nostra società, le nostre patrie arabe senza distinzione, come è stato lungo la storia. Dobbiamo essere solidali, cristiani e musulmani, per un futuro migliore per le generazioni che verranno”. 
Ecco descritta la situazione dei cristiani in Siria, e più in generale nel mondo arabo, e il loro ruolo in questi Paesi. Ma la presenza cristiana è fortemente minacciata, continua il Patriarca: “Facciamo appello ai nostri fratelli musulmani perché sostengano i nostri sforzi per conservare la presenza cristiana con loro e per loro. Essi sanno quanto la presenza cristiana è stata ed è tuttora così importante - ed efficace – nella storia del mondo arabo a tutti i livelli.” 
Un invito già lanciato in passato, che non ha come unici interlocutori i compatrioti musulmani e che va anche al di là delle parti in lotta, che pretenderebbero di avere i cristiani schierati con la propria fazione. Un richiamo rivolto in particolare all’Occidente e da questo già ampiamente ignorato, anche dall’Unione europea che si appresta a discutere se irrigidire le sanzioni, se mantenere l’embargo sulle armi, o allentarlo per armare più pesantemente le opposizioni, come pare voglia proporre il Regno Unito, seguito forse dalla Francia, i protagonisti della bella impresa libica. 
Come sembra lontano e fuori dal mondo l’invito del Patriarca “a rispettare la pratica del digiuno, dell’astinenza e delle mortificazioni…senza mai dimenticare la virtù, la misericordia, il perdono e la carità…. Cominciamo la Quaresima nella gioia.” Chissà se qualcuno nelle capitali che contano riuscirà ad ascoltare queste parole, cominciamo quindi noi ad unirci all’invito e alle preghiere dei cristiani di Siria.

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