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IL CASO/ A Goldman Sachs non piace l'austerity, ma il Movimento 5 Stelle: è diventata populista?

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O’Neill risottolinea quanto fatto dall’Italia per controllare il deficit di bilancio, facendo riferimento a una tabella da cui risulta che l’Italia, insieme alla Finlandia è l’unica con un saldo positivo previsto per il 2013. Perfino per la Germania vi sono previsioni leggermente negative, mentre pesanti disavanzi sono previsti per UK, Stati Uniti e Giappone.

Dalla tabella emerge, però, anche l’enormità del nostro debito pubblico (127,8% del PIL), in Europa superato solo dalla Grecia (181,8); per gli Stati Uniti si prevede 111,7% e per il Giappone il 245%! Resta anche il fatto che per gli altri Paesi l’incremento è stato particolarmente forte in questi ultimi anni e, in termini relativi, superiore al nostro, ma non possiamo certo prenderla né come giustificazione, né come consolazione.

A chiusura delle osservazioni relative all’Italia, O’Neill ribadisce il concetto già espresso nel titolo: “In Italia, riforma non equivale ad austerità, come gli elettori hanno appena dimostrato.” A Roma, Berlno e Bruxelles (magari anche a Helsinki) farebbero bene a pensarci a fondo. O anche Goldman Sachs è diventata populista?

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