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CIPRO/ Una base russa nel Mediterraneo o fantapolitica?

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Una Repubblica cipriota greca indipendente sarebbe praticamente costretta a sopravvivere proprio in base a quei discussi capitali russi e, visto che anche capitali medio - orientali non disdegnano di approdarvi, Cipro potrebbe trasformarsi definitivamente in un paradiso fiscale. nel bel mezzo del Mediterraneo. E l’Europa potrebbe fare ben poco, dato il sostegno della Russia, che si troverebbe ad avere nel Mediterraneo una base, non solo finanziaria, ma in prospettiva militare, che potrebbe sostituire l’approdo siriano, messo a rischio dalla attuale guerra civile e dalla probabile caduta di Assad.

La presenza della base inglese non costituirebbe un problema insormontabile, se si tiene conto che Cuba è da decenni la più acerrima nemica degli Usa, ma ciò non ha impedito il mantenimento sull’isola della base di Guantanamo. Né lo sarebbe la presenza turca, dato che la Turchia non può considerarsi un’alleata di Mosca, soprattutto dopo l’atteggiamento favorevole ai ribelli siriani e la tendenza a comportarsi da potenza regionale anche nei confronti degli Stati musulmani a etnia turca già membri dell’Unione Sovietica e ora soggetti alla contrastante azione della Russia. Alcuni di questi, come il Kazakistan o l’Uzbekistan, hanno importanti risorse di petrolio e gas.

Continuando in questo scenario, forse improbabile ma non impossibile, per le condizioni in cui la politica europea l‘ha ridotta, anche la Grecia potrebbe essere tentata di uscire dall’UE, dando poi luogo alla tanto desiderata enosis, la riunione dei greci ciprioti con la madrepatria.

In passato, una simile situazione avrebbe determinato l’intervento degli Stati Uniti, ma ora non è così certo che ciò accadrebbe, almeno con Obama che, a differenza di precedenti amministrazioni, si è dimostrato molto poco interessato a quest’area, con una politica più distante verso Israele, per esempio, e ondivaga nei con fronti dell’Iran. Obama è molto più coinvolto con ciò che sta accadendo in Estremo Oriente, dove i rapporti con la Cina non sono più equilibrati come in passato, sia per quanto riguarda gli equilibri economici che quelli politici.