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RISIKO/ Le manovre che portano Telecom lontano dall’Italia

Franco Bernabè (Infophoto)Franco Bernabè (Infophoto)

Inoltre, c’è da tener presente che gli operatori nella telefonia mobile passerebbero da quattro a tre e che Telecom e 3 Italia insieme avrebbero il 45% del mercato, con conseguenti possibili problemi di antitrust. Forse per questo il CdA ha in parallelo accelerato lo studio della separazione della rete fissa di accesso. L’entrata della Cassa Depositi e Prestiti consentirebbe di mantenere l’infrastruttura in mano italiana, anzi pubblica, renderebbe meno pesante la presenza di Telecom sul mercato italiano, dandole comunque un notevole sollievo finanziario.

Alla fine, ciò faciliterebbe anche l’operazione con la società di Hong Kong, per la quale il forte indebitamento di Telecom costituisce comunque un problema, nonostante le notevoli possibilità finanziarie del suo proprietario, Li Ka-shing. D’altro canto, non ci si può aspettare che Hutchison si imbarchi in questa avventura per poi rimanere congelato come è successo a Telefonica. A differenza di Telecom, 3 Italia fa profitti, ma la fusione avrebbe un ruolo strategico per Hutchison, data l’importanza e del mercato italiano e di quello brasiliano.

Meno chiaro il vantaggio strategico per Telecom, come ha sottolineato Marco Fossati, detentore di un 5% delle azioni e quindi socio importante al di fuori di Telco. E’ molto difficile che Telefonica dia via libera all’entrata di Hutchison, suo concorrente per esempio in un mercato come quello inglese, e gli spagnoli hanno un diritto di prelazione sulla vendita degli altri soci di Telco.

Un ballon d’essai, quindi? Forse per il momento, ma Telecom non può andare avanti nell’immobilismo, in un settore sempre più difficile e combattuto. Li Ka-shing ragiona in tempi lunghi e la prelazione di Telefonica scade nel 2015 e, perciò, la palla passa ora agli spagnoli: o escono con notevoli perdite, o rilanciano, tanto più che il capo di Telefonica, César Alierta, ha ribadito anche in questa occasione il valore strategico dell’investimento. Vista la totale assenza di strategia da parte dei nostri politici, e in questo momento non c’è neppure un governo, non è impossibile che siano spagnoli e cinesi a trovare un accordo sulla testa degli italiani.


COMMENTI
13/04/2013 - commento (francesco taddei)

in italia si è ribaltato il concetto: si governa non con la sovranità popolare ma con l'esproprio internazionale. grazie di tutto onorevolissimi politici italiani. godetevi le nostre macerie, ma per favore fateci fuori prima della fine.