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SCHERZI A PARTE/ Se anche il "banchiere" Draghi attacca le banche…

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Draghi sottolinea che le condizioni del credito sono migliori per le grandi imprese, forse proprio per questo far parte dello stesso sistema. E allora, ritornando al problema delle sofferenze, sarebbe decisamente il caso di andare a vedere quali sono le esposizioni a rischio delle nostre banche verso le grandi imprese, quali sono le perdite accumulate e le risorse bloccate in investimenti che hanno un forte colore di sistema, ma non quello nazionale, ma appunto degli “amici degli amici”.

Alcuni casi sono ben noti, come quelli discussi recentemente della Telecom e della Rcs: quante risorse sono state così sottratte al credito a famiglie e Pmi? E quanto è costato l’intervento delle banche nello equity swap che, nel 2005, ha permesso agli Agnelli di mantenere il controllo della Fiat a spese, appunto, delle banche e quindi di tutta la collettività? Anche se la grande stampa non ha dato molto risalto alla vicenda, l’intervento della magistratura ha portato alla condanna in Appello dell’ex presidente di Ifil, Gianluigi Gabetti, e dell’avvocato degli Agnelli, Franzo Grande Stevens.

Personalmente credo che Draghi abbia ragione e che su questi temi debbano intervenire le autorità nazionali, governo e Banca d’Italia, ma qui casca l’asino, come si suol dire: quale governo? Il futuribile governo di cambiamento proposto dall’unico partito italiano in Parlamento fin dalla nascita della Repubblica? O il cosiddetto governo dei tecnici, in carica per gli affari correnti? O dobbiamo aspettare che sia la magistratura a imporre alle banche la politica di concessione dei crediti?

Certo, ci sono le varie associazioni di categoria, l’Abi, l’Acri e via dicendo, cioè quelle che si sono accorte dello sconquasso di Mps solo dopo l’intervento della magistratura. Certo, c’è Bankitalia, ma le sue possibilità sono limitate, dopo la cessione di sovranità alla Bce, che su questo però si tira indietro. Proprio per questo, tuttavia, non potrebbe opporsi a un intervento tipo quello della Bank of England che ha imposto vincoli nella concessione di liquidità alle banche condizionandoli all’impiego che ne veniva fatto, prevedendo sanzioni per i trasgressori.

Lo vorrà fare Bankitalia, o le verrà ricordato che è essa stessa proprietà di un gruppo di banche?

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