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FINMECCANICA/ I "guai" sul tavolo del (nuovo?) Governo

Non è un buon momento in India per l’Italia, tra vicenda marò e caso Finmeccanica, che ha fatto congelare anche una gara per 197 elicotteri, da cui era stata già esclusa. AUGUSTO LODOLINI

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Non c’è che dire, l’Italia è molto di moda in questo momento in India, ma non c’è da esserne molto contenti. Oltre la già avvilente e dolorosa, sotto tutti gli aspetti, vicenda dei fucilieri di marina che, oltretutto, sta creando un conflitto tra il Ministero degli esteri indiano e quello dell’interno, vi è la spinosa questione di Finmeccanica.

Come ormai noto, a seguito di un’indagine della nostra magistratura che ha portato all’arresto del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Guido Orsi, l’India aveva cancellato l’assegnazione della commessa per 12 elicotteri Agusta Westland destinati ai Vip indiani. Il governo indiano sta inoltre considerando di inserire la Agusta nella “lista nera” delle aziende, lista in cui l’anno scorso sono già state incluse sei società, cui è stato vietato per 10 anni di operare in India.

Al di là della commessa in oggetto, già importante di per sé, è in gioco uno dei più importanti mercati per armi e sistemi di difesa, in un settore sempre più strategico. L’India ha armamenti abbastanza obsoleti, almeno rispetto ai suoi pericolosi vicini, Pakistan e Cina, ed è quindi devastante il secondo capitolo di questa storia, che ha visto il blocco della gara per 197 elicotteri leggeri.

Da questa gara la Finmeccanica era comunque esclusa e i concorrenti erano Eurocopter, del gruppo EADS, a partecipazione tedesca, francese e spagnola, e la russa Kamov, a partecipazione statale. Il ministero della Difesa indiano ha deciso di sospendere la gara per chiarire eventuali casi di corruzione, dato che nella inchiesta della nostra magistratura si parlava anche per questo caso di un tentativo di corruzione da parte di Agusta.

Siamo così riusciti a mettere, credo definitivamente, fuori dall’India Finmeccanica, a mettere nei guai un ex capo dell’aeronautica indiana, un paio di concorrenti (il che ci starebbe magari anche) e in difficoltà l’esercito indiano, che tenta disperatamente da anni di rinnovare il suo datato parco elicotteri.

Forse non c’è da meravigliarsi se, in questa situazione, Sonia Gandhi ha preso le distanze dal suo Paese di origine, essendo già osteggiata per il fatto di essere straniera e sospettata di favorire l’industria italiana. La coalizione di governo, United Progressive Alliance, in cui il più grande partito è quello del Congresso presieduto dalla Gandhi, sta cercando di rivedere profondamente le procedure delle gare riguardanti la difesa, per evitare i ripetuti casi di corruzione.

Uno dei punti principali è lo spostamento delle commesse sull’industria privata nazionale, evidentemente ritenuta meno esposta alla corruzione delle società straniere, con lo scopo anche di rafforzarla e rendersi meno dipendenti dall’estero. A tal fine, le industrie indiane verranno stimolate a stringere accordi con produttori stranieri per acquisire tecnologia e licenze.